POLITICA
Il caso
Salvini: "Nuove intercettazioni su di me, Mattarella non resti indifferente"
Dopo le nuove intercettazioni pubblicate dal quotidiano La Verità, Matteo Salvini in una nota chiede l'intervento del Presidente della Repubblica e auspica una riforma della Giustizia italiana in tempi rapidi e con risultati risolutivi e drastici

La nota di Salvini
"Dopo gli insulti e l'ammissione 'Salvini ha ragione ma va attaccato', oggi La Verità pubblica altre incredibili intercettazioni che svelano la natura di alcune iniziative dei magistrati contro il sottoscritto. Emergono le trame di Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm e sottosegretario di due governi a guida Pd, per far intervenire il Consiglio Superiore della Magistratura a supporto delle indagini sullo sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
"In quell'occasione, da quanto ricostruisce La Verità, quattro consiglieri del Csm (tra cui Luca Palamara che mi definiva "merda") invocavano l'intervento del Csm - così come ordinato da Legnini - per difendere "l'indipendenza della magistratura" che io avrei messo in pericolo. Un attimo dopo, Legnini rispondeva pubblicamente che l'unico obiettivo era assicurare "l'indipendenza della magistratura", confezionando il messaggio (immediatamente rilanciato dal sito di Repubblica) di una magistratura al di sopra delle parti e preoccupata perché il ministro Salvini osava difendere l'Italia e pretendeva di bloccare gli sbarchi rifiutando l'accusa di essere un sequestratore. Sono sicuro - sottolinea il leader leghista - che il Capo dello Stato non resterà indifferente: ne va della credibilità dell'intera Magistratura italiana, la situazione è ormai intollerabile e occorrono interventi drastici, rapidi e risolutivi, per il bene del Paese".
Zingaretti e Palamara
"Ringrazio i consiglieri regionali della Lega del Lazio che hanno chiesto un consiglio straordinario per chiarire i rapporti tra Nicola Zingaretti e Luca Palamara. Sono certo che il presidente e leader del Pd non abbia nulla da nascondere e che quindi chiarirà facilmente tutti gli interrogativi". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
Toghe e democrazia
"Pare che il passatempo di alcuni magistrati fosse quello di attaccare e insultare Salvini. Non è da Paese libero e democratico. Non oso immaginare se fosse successo a un politico di sinistra. Pensate che cosa accadrebbe se l'oggetto degli attacchi non fossi io, ma qualche esponente politico di sinistra, ci sarebbero speciali del Tg a reti unificate. Ho fatto il mio dovere da ministro, difendendo la mia Patria e la sicurezza degli italiani, non cambio e non cambierò idea. Io non mollo. Ora occorre riforma vera della Giustizia".
Pillon: "C'era un piano contro Salvini"
"Le ultime rivelazioni di stampa dimostrano inequivocabilmente come nei confronti dell'allora ministro Salvini si tentasse un vero e proprio accerchiamento per colpire e quindi frenare chi, legittimamente, operava per la salvaguardia dei confini e della legalità del proprio Paese". Così il senatore della Lega Simone Pillon, capogruppo in commissione Giustizia a Palazzo Madama. "Magistrati che operano in segreto, giustizia ad orologeria, veleni: questa parte di giustizia non è quella che merita il nostro Paese. Legnini e la sua cricca hanno mortificato il ruolo, la credibilità e la dignità della magistratura, screditando quella maggioranza di servitori dello Stato che, quotidianamente e con compostezza, operano seguendo le regole e rispettando la Costituzione: nessuno sconto a chi piega le istituzioni ai propri fini, alla salvaguardia dei propri interessi", conclude.