POLITICA
Tensioni sullo Statuto
M5s: Crimi avvia macchina del voto per direttivo, ma su Skyvote, non su Rousseau
I parlamentari del M5s hanno dato mandato ai due capigruppo, Davide Crippa alla Camera e Ettore Licheri al Senato, per chiedere un incontro chiarificatore tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte

Diffida eletti a comitato di garanzia
Con una diffida sottoscritta dalle consigliere regionali Francesca De Vito, Antonella Laricchia, Marì Muscarà e da un cospicuo numero di consiglieri comunali, tra cui Matteo Brambilla e Raffaella Andreola, e municipali, il Comitato di Garanzia del M5s è stato formalmente invitato "a porre in essere quanto necessario per procedere agli adempimenti prodromici alle votazioni per consentire l'elezione dei componenti del Comitato direttivo tramite voto sul Rousseau, unica piattaforma abilitata, e ad astenersi dall'avviare procedure per eventuali modifiche statutarie diverse da quelle indicate dagli Stati Generali".
"In un momento estremamente delicato per il Movimento 5 Stelle, in cui due importanti personaggi stanno faticando a trovare una ipotetica intesa per dare nuova linfa al Movimento, ciò che ci si aspetta è che qualcuno sia garante delle nostre regole e non le stravolga", si legge nel testo.
"Con la nostra diffida", concludono i firmatari, "non intendiamo prendere posizione né in favore di uno né in favore dell'altro, ma ci schieriamo esclusivamente a fianco della volontà generale degli iscritti, come emersa agli Stati generali e cristallizzata nella votazione assembleare di febbraio. Per il bene del Movimento non c'è tempo da perdere: si presentino le candidature per il Comitato direttivo e si ricominci a ragionare di democrazia, partecipazione e condivisione".
Da eletti mandato a capigruppo per incontro tra Grillo e Conte
I parlamentari del M5s hanno dato mandato ai due capigruppo, Davide Crippa alla Camera e Ettore Licheri al Senato, per chiedere un incontro chiarificatore tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, un'assemblea parlamentare a cui anche deputati e senatori grillini chiedono di prendere parte. Oltre ad avanzare la richiesta di dare un contributo alla stesura dello statuto e della carta dei valori M5S, spiegano fonti parlamentari.
Conte: "Se c'è invito dei parlamentari, vado"
"Se ho un invito volentieri, ci mancherebbe. Sono sempre a disposizione dei parlamentari". Lo ha detto Giuseppe Conte, intercettato da giornalisti videomaker all'uscita dalla sua abitazione romana, rispondendo alla domanda se andrà alla Camera e al Senato per illustrare lo Statuto ai parlamentari che hanno chiesto di vedere il testo.
Anche Grillo apre a richiesta Deputati su carte
Alla richiesta di 'vedere le carte' del nuovo Statuto, avanzata a nome del gruppo parlamentare M5s alla Camera da parte del presidente, Davide Crippa, Beppe Grillo non avrebbe opposto resistenza. Lo stesso Crippa, sempre a quanto si apprende, ha fatto presente anche la volontà dei deputati M5s di poter parlare, separatamente, con lo stesso Garante e con Giuseppe Conte.
I colloqui di Di Maio
Stamattina, circa un'ora di colloquio e zero dichiarazioni all'uscita dopo l'incontro tra il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e Giuseppe Conte. All'uscita dall'abitazione dell'ex premier il titolare della Farnesina non ha voluto parlare. In queste ore i pontieri del M5S tentano l'ultima, difficile mediazione tra l'ex premier e il garante del Movimento. Di Maio è tra i big grillini che lavora per l'unità.
Di Maio poi in tarda mattinata ha avuto un lungo colloquio con Roberto Fico. Anche in questo caso, come per l'incontro con Conte, alla fine della conversazione non sono state rilasciate dichiarazioni.
Nel Movimento 5 stelle l'aria di tempesta non sembra calmarsi e il quadro che emerge dalle riunioni di ieri sera dei gruppi del Senato e della Camera è di una frattura dagli esiti ancora indecifrabili. Sarebbero più di cento i parlamentari pronti a schierarsi con l'ex presidente del Consiglio, protagonista ieri di un duello via social con il Garante, che in un video rinfaccia a Conte una totale mancanza di comunicazione sul nuovo assetto che vorrebbe dare alla sua creatura.
"La Carta dei valori non l'ho mai vista, ho visto una bozza", dice Grillo. "Di Codice etico mai parlato, la transizione 2050 forse se l'è dimenticata nello Statuto", aggiunge negando di essere il "padre padrone del Movimento" e di esserne invece "il papà" e di aver fatto "cose straordinarie" che non rinnega. Dura la replica di Conte, che chiede alla controparte di "non dire falsità sul mio conto e sul mio operato". L'avvocato si dice anche pronto a pubblicare "una fittissima corrispondenza documentale" che testimonia la sua totale trasparenza.
"Il mio progetto va avanti" e non resterà "chiuso in un cassetto", è l'affondo finale. Parole che qualcuno paragona a un nuovo 'predellino', all'avvio di una possibile scissione. Al fianco di Conte si schiera compatto il gruppo del Senato che in una nota conferma la fiducia al capo politico reggente, Vito Crimi, (che ieri aveva annunciato una riflessione sulla permanenza nel Movimento) e chiede di sottoporre al voto degli iscritti lo statuto. Non però sulla piattaforma Rousseau.
Conciliazione ancora possibile
I canali sono, tuttavia, ancora aperti per una conciliazione a cui tutti starebbero lavorando. La
previsione è che in 24-48 ore di tempo e si arriverà a una soluzione. Intanto, in Parlamento, si continua a registrare la grande amarezza per il modo in cui è stato trattato da Grillo il capo politico reggente, Vito Crimi.
E' di stamane il lungo post della senatrice Alessanda Maiorino: Grillo, "unilateralmente ha deciso non solo che quel lavoro non andava bene, ma che lo stesso Giuseppe Conte non andasse bene. Su questo repentino mutamento d'opinione sul suo conto da parte di Beppe Grillo non commento. Rilevo solo che ci ha lasciati sgomenti, ed esposto al ludibrio di personaggi del calibro di Bellanova e Renzi, che come tanti puffi quattrocchi hanno iniziato una litania di 've l'avevo detto io, ve l'avevo detto".
"'Ora chiediamo al garante di fare il garante: autorizzi Conte a far conoscere il documento e il carteggio in questione, e consenta alla comunità nata dalla sua idea di democrazia e partecipazione di esprimersi: #votiamolostatuto ora. P.S. io di papà ne ho avuto uno. Era meraviglioso, e mi ha sempre lasciato volare".
Taverna: "Futuro Movimento, deve essere deciso dal Movimento"
Paola Taverna, un volto storico che non può essere 'sospettata' di mancanza di lealtà nei confronti di Grillo parla di "un progetto pronto, che doveva solo essere votato. E allora credo che sia doveroso consentire ai nostri iscritti di esprimersi su questo progetto e quindi sul futuro del Movimento. La democrazia diretta è un principio fondamentale, che non è sufficiente affermare o brandire, ma di cui deve essere garantito un esercizio reale e pieno. Il futuro del Movimento deve essere deciso dal Movimento".
Buffagni: "Per una volta chiediamo noi a Grillo responsabilità"
"Per una volta chiediamo noi a Beppe e Giuseppe responsabilità. Vediamoci e capiamo come difendere un sogno comune. Qualsiasi cosa si deciderà, dobbiamo garantire che ci sara' agibilità coordinata in vista del Quirinale. La nostra nemesi non può finire con Berlusconi al Quirinale, perché divisi", è l'appello dell'ex viceministro al Mise, Stefano Buffagni.
Cancelleri: "Non mi riconosco in Movimento che non vuole cambiare"
"Io non mi riconosco in un movimento che non vuole cambiare. E se le cose stanno così mi chiedo anche quale senso abbia la mia presenza al suo interno. Sono perplesso, amareggiato, deluso". Così il sottosegretario ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri su La Stampa in merito alla crisi del Movimento 5 Stelle.
Raggi: "Spero che momento complesso riuscirà a ricomporsi"
Sul duro confronto Grillo-Conte, il sindaco grillino della Capitale, Virginia Raggi non sembra prendere posizione. "Li sento entrambi, li stimo e li apprezzo" sottolinea. Poi si augura che "il momento complesso riuscirà a ricomporsi".
Roma: 4 consiglieri comunali M5s lasciano il movimento
Quattro consiglieri capitolini M5s lasciano il Movimento. Ad annunciarlo è stata Donatella Iorio durante l'intervento in Assemblea: "Ho appena protocollato la mia richiesta di uscita dal M5s. Mi sono anche disiscritta dal Movimento", ha detto la Consigliera. A dimettersi sono, oltre a Donatella Iorio, Marco Terranova, Enrico Stefano ed Angelo Sturni. La sindaca Virginia Raggi perderebbe così la maggioranza in Campidoglio. I 4 consiglieri hanno inoltre annunciato la nascita di un nuovo gruppo: 'Il piano di Roma'.