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MONDO

Media israeliani: "Opera di nazionalisti ebrei"

Israele, arrestate sei persone: sospettate per l'omicidio del ragazzo palestinese

Svolta nelle indagini nel delitto di Mohammed Abu Khdeir, il sedicenne trovato carbonizzato in un bosco in Israele. Media israeliani: "Molto probabile movente nazionalistico". Netanyahu: "Condanno terrorismo, sia arabo o ebraico"

Mohammed Abu Khdeir
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Svolta nelle indagini per l'omicidio del ragazzo palestinese trovato carbonizzato in bosco vicino a Gerusalemme. Sei persone sono state arrestate: sono sospettate di essere responsabili del delitto, che secondo media israeliani sarebbe di "stampo nazionalistico", parole usate anche da Louba Samri, portavoce della polizia israeliana. Intanto, emergono le prime indiscrezioni sui risultati dell'autopsia: Mohammed Abu Khdeir - questo il nome del sedicenne rapito a Choufat, Gerusalemme Est - sarebbe stato bruciato vivo, secondo quanto riferito da un procuratore palestinese citato da Haaretz.

Il movente non è chiaro
Il movente, sostengono i palestinesi, sarebbe la vendetta per la morte dei tre giovani studenti di un seminario rabbinico in un insediamento ebraico. Il sedicenne palestinese è stato rapito poche ore dopo i funerali dei tre ragazzi israeliani. Ma secondo la polizia israeliana, le circostanze in cui è morto l'adolescente ancora non sono chiare. È però chiaro che non si tratta di un delitto legato a motivi personali. Intanto il presidente palestinese Abu Mazen ha chiesto al segretario dell'Onu Ban Ki-Moon un'inchiesta indipendente e internazionale sullla morte del sedicenne.

Netanyahu: "Condanno terrorismo, sia arabo o ebraico"
Da Israele invece, il premier Netanyahu ha chiesto ai leader arabo israeliani di condannare le rivolte scoppiate a Gerusalemme est e nei villaggi arabi nel nord di Israele. Ma non solo: Netanyahu ha commentato l'arresto dei sei ebrei sospettati dell'omicidio del palestinese bruciato, con la condanna "delle invocazioni di 'morte agli arabi' così come quelle di 'morte agli ebrei'. Non distinguiamo tra terrorismo e terrorismo". 




Il giallo dei tre studenti
Intanto si inizia a far luce sul giallo dei tre studenti israeliani, Eyal Yifrach, Gilad Shaar e Naftali Frenkel, rapiti il 12 giugno scorso in Cisgiordania e ritrovati morti sotto un mucchio di rocce. Skynews parla di un sospettato arrestato in relazione al sequestro e all'omicidio dei ragazzi. Ma l'esercito israeliano prende le distanze e continua le ricerche nell'area di Hebron da dove sono spariti i giovani, per il cui rapimento il governo israeliano ha accusato Hamas che ha però smentito. Secondo quanto riportano fonti palestinesi, l'uomo fermato sarebbe Hossam Dufesh, il terzo presunto sospettato. Dufesh, a differenza di altri due sospettati - secondo la fonte - non si era allontanato da casa nei giorni successivi al rapimento.

Due principali sospettati
L'esercito israeliano, poco dopo il ritrovamento dei cadaveri, aveva demolito le abitazioni dei due principali presunti sequestratori. Stando a quanto riferito da testimoni, le case di Marwan Gawasmeh e Amer Abu Eishe, esponenti di Hamas a Hebron, erano state distrutte con dell'esplosivo. Una pratica - ricordano le organizzazioni dei diritti umani - abbandonata dal 2005. Ancora incerti dunque i contorni di una vicenda che ha riacceso la tensione. 

Gli scontri
Intanto gli scontri non accennano a placarsi. L'aviazione israeliana ha colpito nella notte tra sabato e domenicia dieci siti, tutti nella parte centrale e sud della Striscia, inclusi lanciatori e depositi di fabbricazione di armi. Sabato, per la prima volta da quando si è riaccesa la tensione, sono stati lanciati due razzi - di cui uno intercettato dall'Iron dome, il sistema antimissili - in direzione di Beersheba, città del nord del Neghev. Lanci, riferisce Tsahal, che non sono ancora terminati. 




Il pestaggio del cugino di Mohammed Abu Khderi
Nella tensione in corso si è inserito anche il video, postato su YouTube da Palestine Today TV, nel quale si vede ciò che è definito un pestaggio violento da parte di poliziotti israeliani di un palestinese che molti media, fra cui la Maan, indicano in un ragazzino arabo con cittadinanza Usa di quindici anni, Tariq Abu Khdeir, cugino di Mohammed Abu Khdeir. Un video che, in una dichiarazione citata dal New York Times, è stato definito dal portavoce della polizia israeliana Micky Rosenfeld "montato e non obiettivo". Ma il ragazzo, fa sapere in serata l'ong palestinese Addameer, è stato trasferito in ospedale. 
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