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ITALIA

Un deputato si difende: "Assemblea non ha indicato inquadramento collaboratori"

Sicilia, portaborse assunti con contratti da colf

Due settimane fa approvata la norma che riduce i budget per i collaboratori amministrativi. Per evitare di perdere 3.180 euro di contributo da parte dell'Assemblea e pagare di tasca propria, alcuni deputati hanno assunto come colf i loro collaboratori garantendosi il benefit per altri 3 anni

Il deputato regionale Anselmo
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Contratto da colf per i collaboratori amministrativi del Parlamento più antico d'Italia. E' la trovata di alcuni deputati regionali siciliani, aiutati da qualche commercialista consenziente, per inquadrare in extremis i loro portaborse. Una 'figura' quella della colf introdotta a Palazzo dei Normanni per approfittare di una 'finestra' concessa dalla legge sulla spending review, approvata dall'Assemblea siciliana appena due settimane fa. Una norma che ha ridotto i budget per i collaboratori amministrativi, ma ha previsto un regime transitorio, fino al 2017, per i contratti vigenti al 31 dicembre 2013. Così per evitare di perdere 3.180 euro di contributo da parte dell'Assemblea e pagare di tasca propria, alcuni deputati hanno assunto, nel giro di pochi giorni, i collaboratori, garantendosi in questo modo il benefit per altri tre anni. 

La polemica
Non si sa ancora quanti siano i collaboratori contrattualizzati in questo modo ma è già polemica; anche altri deputati, come i Cinquestelle, hanno provveduto ad assumere in extremis ma con contratti cocopro. Col governatore Rosario Crocetta che parla di "cattivo gusto", mentre il presidente dell'Assemblea, Giovanni Ardizzone, commenta con un laconico "sarebbe assurdo e ridicolo".

Il deputato Anselmo: non indicato come come inquadrare i portaborse
Tra i deputati sotto la lente d'ingrandimento c'è la rappresentante dell'Udc, Alice Anselmo, che si difende: "Purtroppo la Presidenza dell'Ars non ha dato alcuna indicazione su come inquadrare i portaborse". Il deputato poi aggiunge che l'Assemblea avrebbe dovuto fornire delle soluzioni ai deputati e invece non ha fatto nulla. Comunque il contratto di lavoro domestico prevede diverse tutele e lo ritengo legittimo".

Altri deputati coinvolti
Se la Anselmo, che è anche avvocato, è uscita allo scoperto, altri parlamentari invece si trincerano nel silenzio. Sarebbero in molti, tra i 90 inquilini di Palazzo dei Normanni, infatti ad avere adottato il contratto da colf ai propri collaboratori, assunti giusto in tempo per mantenere il contributo da 3.180 euro che avrebbero perso se non avessero fatto firmare i contratti ai portaborse entro il 31 dicembre 2013, alla luce della nuova legge sulla spending review, approvata dall'Ars il 18 dicembre. Portaborse con contratto da colf lavorerebbero anche nei gruppi parlamentari del Pdl e di Articolo 4; oltre ad Anselmo anche altri colleghi Udc avrebbero compiuto la stessa scelta e si parla anche di altri gruppi. Al momento nessuno è in grado di quantificare il numero esatto dei portaborse assunti negli ultimi giorni dello scorso mese, approfittando della 'finestra' concessa dalla legge sui tagli. Probabilmente si saprà di più a fine gennaio, quando i deputati presenteranno il conto all' amministrazione di Palazzo dei Normanni, chiedendo il contributo per le spese dei portaborse, previa rendicontazione.

Il sindacato: contratti illegittimi
Ma per la Fisascat-Cisl si tratterebbe di contratti illegittimi. "Se uno di questi collaboratori assunti come colf venisse da noi apriremmo subito una pratica per l'Ispettorato del lavoro: il contratto non prevede alcuna figura amministrativa; anche l'Inps avrebbe qualcosa da ridire sul versante dei contributi", fa sapere il sindacato.  I
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