SPETTACOLO
Al cinema dal 1° ottobre
“The Martian”: Ridley Scott ci porta sul Pianeta Rosso e affascina anche Samantha Cristoforetti
Arriva il nuovo film del regista di "Alien" e "Blade Runner". Matt Damon è il protagonista, abbandonato per errore su Marte dal suo equipaggio. L'astronauta italiana all'anteprima: "Bello, più plausibile nella prima parte e meno nella seconda”

Marte nuova frontiera
È questo il tema di “Sopravvissuto – The Martian”, il film con cui Ridley Scott torna nei cinema dal 1° ottobre. Il regista di “Alien” e “Blade Runner” si riaffida all’amata fantascienza dopo alcune prove sottotono, tra le quali un’altra pellicola ambientata nello spazio: “Prometheus”. Questa volta l’ispirazione è quasi quella dei tempi migliori e il Pianeta Rosso diventa una frontiera dove celebrare l’intelligenza, la tenacia e il coraggio. Nel cast una sfilata di stelle, da Jessica Chastain a Jeff Daniels, da Kristen Wiig a Sean Bean.
Tratti leggeri e disimpegno
Visto il punto di partenza della storia ci si potrebbero attendere toni angosciosi, invece il dramma sfuma prima in un’opera dai tratti leggeri e poi nella pellicola di genere. Una scelta di disimpegno sottolineata dalle frequenti battute di Whatney e anche dalla colonna sonora anni ’70 lasciata su Marte dal capitano Melissa Lewis (Jessica Chastain), l’unica musica a disposizione del protagonista.
Cristoforetti: "Più plausibile nella prima parte e meno nella seconda”
Mark Whatney è un simpatico Robinson Crusoe del futuro, che fa leva sulle sue competenze di botanico per sfamarsi con patate coltivate su Marte e su quelle di astronauta per usare al meglio i materiali a sua disposizione. Un aspetto che piace all’ospite d’onore all’anteprima italiana nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana: Samantha Cristoforetti. “È un personaggio molto accattivante perché con competenza e anche tanto senso dell'umorismo riesce a trovare un modo di sopravvivere da solo in questo ambiente estremamente ostile con pochissime risorse”, dice l’astronauta rientrata pochi mesi fa dalla Stazione Spaziale Internazionale. Secondo il protocollo sarebbe vietato chiederle un commento sulla qualità della pellicola, ma alla fine della proiezione è lei a lasciarsi andare a qualche considerazione: “Mi è sembrato un bel film, più plausibile nella prima parte e meno nella seconda”.
Ricostruzione nei dettagli
In effetti all’inizio la ricostruzione appare estremamente precisa, come nel libro best seller di Andy Weir da cui è tratto il film, con tanta scienza che finalmente torna al centro di un’opera di fantascienza. A voler essere pignoli, i picchi rocciosi mostrati dal film sono forse un po' improbabili nella sterminata pianura marziana di Acidalia Planitia dove si svolge buona parte della vicenda, ma gli ispirati panorami del Pianeta Rosso ricreati nel deserto della Giordania sono uno dei punti di forza dell’opera e si rivelano una scelta decisamente azzeccata.
Da Marte alla Terra... e ritorno
Da quando i vertici della Nasa iniziano il tentativo di salvataggio di Whatney, gradualmente la sceneggiatura si concede delle licenze. “Sopravvissuto – The Martian” non ha lo sguardo contemplativo di “Gravity” né l’epica di “Interstellar”. Punta sui campi lunghissimi, in cui il protagonista è solo in un immenso e gelido deserto rosso, e su un personaggio con cui è facile entrare in sintonia. Se la sua tenacia può regalargli una speranza di tornare a casa, sulla Terra c’è una generazione che può usare le proprie doti per arrivare su Marte. E che magari trarrà un po' di ispirazione anche da questo film.