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MONDO

Soffiata pagata tra i 25.000 e i 50.000 dollari

La denuncia di un amico: "Sotloff è stato venduto dai ribelli moderati all'Isis"

Sotloff e l'altro giornalista ucciso, James Foley, sono stati usati come "pedine in uno scontro" tra la Casa Bianca e  l'Intelligence, ha affermato Barak Barfi, un portavoce della famiglia del giornalista statunitense decapitato dall’Isis

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Steven Sotloff, il secondo giornalista statunitense decapitato dall’Isis, sarebbe stato catturato dagli estremisti dello Stato Islamico dell'Iraq e della Grande Siria (gruppo conosciuto anche con le sigle Is e Isil) dopo una soffiata dei "cosiddetti ribelli moderati", che avrebbero avvertito gli estremisti subito dopo il suo ingresso in Siria.

Soffiata pagata tra i 25.000 e i 50.000 dollari 
La soffiata sarebbe stata ricompensata con una cifra "tra I 25.000 e i 50.000 dollari". A dirlo è stato un portavoce della famiglia della vittima, Barak Barfi, alla Cnn.

Rapito in un falso checkpoint 
Barfi ha detto ieri sera che alcune fonti hanno informato la famiglia che Sotloff era stato rapito subito dopo il suo ingresso in Siria, nel 2013, ad un falso checkpoint. "Qualcuno al confine ha fatto una telefonata all'Isis, che ha messo in piedi un checkpoint con molte persone. Steve e gli altri non potevano scappare". La soffiata, ha sottolineato Barfi, è stata fatta "dai cosiddetti ribelli moderati, che le persone vogliono siano sostenuti dalla nostra amministrazione". Barfi, amico di Sotloff, aveva parlato con lui poco prima del rapimento.
 
Rapporti tesi tra famiglia di Sotloff e Obama
L'uomo ha poi denunciato i rapporti "molto tesi" tra la famiglia del giornalista e l'amministrazione Obama, da lui accusata di aver rilasciato diversi comunicati errati. "Hanno detto che la famiglia è stata regolarmente e abbondantemente informata, ma non è vero". Barfi ha poi aggiunto che i familiari del giornalista accusano il governo statunitense di non aver fornito la cooperazione necessaria.

I due giornalisti usati come pedine tra la Casa Bianca e l'Intelligence 
Barfi, criticando la pubblicazione di informazioni sul fallito tentativo di un commando statunitense di liberare i rapiti, ha poi detto che Sotloff e l'altro giornalista ucciso, James Foley, sono stati usati come "pedine in uno scontro" tra la Casa Bianca e  l'Intelligence, "e questo non è giusto".
 
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