SCIENZA
Spazio
Sonda Lisa pathfinder conferma: possibile trovare onde gravitazionali
Successo della missione Lisa Pathfinder dell'Esa: dimostrata la fattibilità di un osservatorio spaziale per onde gravitazionali

Il ruolo della parte oscura sugli effetti gravitazionali
Ora resta da capire come la parte oscura dell'Universo, ossia materia ed energia oscura che ne compongono il 95 per cento, ancora sconosciuto, agiscano sugli effetti gravitazionali. È una grande sfida per l'astrofisica e il sistema dello spazio italiani che ancora una volta si confermano ai massimi livelli. LISA ci indica che lo studio dell'Universo avverrà sempre di più con esperimenti nello spazio profondo, ed è un motivo in più per accelerare il lancio del prossimo satellite della costellazione e-LISA".
"È un risultato tecnologico straordinario - sottolinea Fernando Ferroni, presidente dell'INFN - e assieme al fondamentale risultato scientifico della scoperta delle onde gravitazionali, annunciato dalle collaborazioni LIGO e VIRGO solo pochi mesi fa, apre la strada a un modo completamente nuovo di studiare il nostro universo, l'astronomia gravitazionale, che ci spalanca nuovi orizzonti esplorativi. E l'Italia sta dando un contributo fondamentale al raggiungimento di questi risultati".
Un osservatorio per lo spazio profondo
La sonda LISA Pathfinder è stata progettata proprio per testare le tecnologie necessarie a costruire un osservatorio spaziale per le onde gravitazionali. In particolare al suo interno sono state poste due masse di prova identiche (due cubi di oro-platino di 2 kg ciascuna e di lato 46 mm) a una distanza di 38 cm, circondate da un vettore spaziale, che ha il compito di schermare i cubi dalle influenze esterne e che aggiusta la sua posizione continuamente per evitare di toccarle. L'aspetto cruciale dell'esperimento infatti è aver posto le masse in caduta libera, monitorando che si muovano sotto l'effetto della sola gravità, poiché anche nello spazio diverse forze – come il vento solare o la pressione di radiazione della luce solare - disturbano le masse di prova e la navicella.
I risultati dei primi due mesi di attività scientifica della missione dimostrano che le due masse di prova a bordo della navicella sono in caduta libera nello spazio sotto l'azione della sola gravità, del tutto indisturbate da altre forze esterne, e quindi praticamente immobili l'una rispetto all'altra. Questo risultato è stato ottenuto con una precisione cinque volte maggiore di quella richiesta in fase di progetto. In un articolo pubblicato oggi da Physical Review Letters, il team scientifico di LISA Pathfinder mostra che l'accelerazione relativa tra le due masse di prova è più piccola di dieci milionesimi di un miliardesimo (10-14) dell'accelerazione di gravità sulla Terra.
Nuovi esperimenti Esa a 50 milioni di km dalla Terra
Il successo straordinario ottenuto dalle tecnologie-chiave della missione apre le porte allo sviluppo di un grande osservatorio spaziale, capace di rivelare le onde gravitazionali di bassa frequenza, tra 0,1 mHz e 1 Hz, emesse da un ampio spettro di esotici oggetti astronomici. L'osservatorio eLISA (Laser Interferometer Space Antenna), già nel programma delle future grandi missione ESA, sarà composto da tre masse di prova analoghe a quelle testate da LISA Pathfinder, ma tenute a 1 milione di chilometri l'una dall'altra e connesse da un raggio laser, che ne misura la distanza relativa. Il triangolo costituito dalle tre masse si muoverà lungo un'orbita attorno al Sole, viaggiando a 50 milioni di chilometri dalla Terra.
Lisa Pathfinder, tecnologia anche italiana
Lisa Pathfinder è stata lanciata il 3 dicembre 2015 e alla fine di gennaio 2016 ha raggiunto la sua orbita operativa, circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra in direzione del Sole. La missione ha cominciato la sua attività scientifica il 1 marzo. "Non solo abbiamo verificato che le masse di prova sono sostanzialmente immobili, ma abbiamo anche identificato la gran parte delle debolissime forze che le disturbano e con precisione mai raggiunta prima", spiega Stefano Vitale dell'Università di Trento e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, responsabile scientifico del LISA Technology Package, il cuore tecnologico della missione, realizzato anche con il contributo dell'Agenzia Spaziale Italiana. Questi risultati straordinari mostrano che il controllo raggiunto sulle masse di prova è al livello richiesto per realizzare un osservatorio gravitazionale nello spazio.
L'oggetto dello studio
Le onde gravitazionali, ipotizzate da Albert Einstein un secolo fa, sono oscillazioni del tessuto dello spazio-tempo, causate dall'accelerazione di corpi celesti di grande massa, si propagano nello spazio alla velocità della luce. Possono essere generate da fenomeni astronomici come le esplosioni di supernovae, stelle binarie che spiraleggiano l'una sull'altra o buchi neri che si fondono.