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MONDO

L'arresto il 7 febbraio al Cairo

Un aquilone per Zaky, l'iniziativa sulla spiaggia di Cervia perché venga rilasciato

"Patrick ha scritto alla famiglia e ai suoi amici in Egitto per sapere come stanno e per rassicurarli sul suo stato di salute, e mandare il suo amore agli amici di Bologna e di Granada".  Nella missiva "si augura che la fortuna lo assista nella sua prossima udienza, in modo da poter riguadagnare la libertà"

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Far volare Patrick Zaky fuori dalla prigione. Questo il senso dell'iniziativa di Cervia a sostegno del giovane attivista per i diritti umani detenuto da sette mesi nelle carceri egiziane. Un aquilone con il disegno dello studente dell'Alma Mater di Bologna avvolto da un filo spinatosi è librato sulla spiaggia di Tagliata. L'evento è stato organizzato da Amnesty International Italia, Articolo 21 e Festival dei diritti umani a cui hanno aderito anche altre associazioni. Nel corso della conferenza stampa Giulia Groppi di Amnesty International Italia ha elencato le trattative commerciali e militari in corso tra Italia ed Egitto e ha detto: "Con che coraggio l'Italia porta avanti tranquillamente tutte queste trattative quando l'Egitto da quattro anni si rifiuta di collaborare per la ricerca della verità su Giulio Regeni e tiene in carcere Zaky? Questi i quesiti che abbiamo posto al governo. Crediamo debba esserci un cambio di rotta", ha detto. "L'appello al governo è di non trattare con i fascisti", ha aggiunto Donato Ungaro di Articolo 21, per il quale "con chi rientra nella categoria dei dittatori non si può trattare".  L'unica colpa di Zaky, ha detto il direttore del Festival dei diritti umani, Danilo De Biasio, "è di aver scritto che in Egitto non esistono i diritti umani. E la prova è il fatto che per averlo scritto è finito in galera". L'aquilone girerà per altre città, tra le prossime ci sono Marzabotto, Conselice e Perugia.

L'appello del rettore di Bologna
​"L'intera comunità dell'Alma Mater  Studiorum - Università di Bologna è unita e risoluta nel chiedere che  lo studente Patrick George Zaki possa al più presto ritornare in  Europa per completare il suo percorso accademico all'interno del  Consorzio del master europeo Gemma in Women's and gender studies.  Auspica inoltre, più in particolare, che gli sia concesso di far  ritorno a Bologna, città di cui è divenuto cittadino onorario". E'  questo il messaggio del Rettore dell'Università di Bologna, Francesco  Ubertini, riguardo a Patrick Zaki, lo studente e attivista egiziano  iscritto al master Gemma dell'Ateneo emiliano-romagnolo. "L'Alma Mater, assieme a tante altre Università italiane ed europee,  associazioni e istituzioni, in sinergia con il Comune di Bologna e di  altre città, facendosi portavoce dell'appello partecipe di colleghe e  colleghi, artisti di varie discipline, cittadine e cittadini, si è  impegnata sin dallo scorso 7 febbraio, data dell'arresto di Patrick al Cairo, per chiedere salvaguardia dei diritti umani, un processo equo, e rispetto della libertà individuale - prosegue Ubertini - Patrick, che è ancora in attesa di processo, è in stato di detenzione da oltre  duecento giorni e ha subìto numerosi rinvii delle udienze e il rinnovo della carcerazione preventiva", ha aggiunto.   "A tutt'oggi - sottolinea il Rettore - non è dato conoscere la data  della prossima udienza. Dopo più di cinque mesi di attesa (l'ultimo  incontro con i famigliari risaliva infatti al mese di marzo), il 27  agosto è stato concesso alla madre di vedere Patrick e parlargli. Dai  media apprendiamo che lo ha trovato, nel complesso, in buone  condizioni, ma ovviamente molto provato e preoccupato".

La lettera di Zaky alla famiglia, 'sto bene, che la fortuna mi assista'
"Patrick ha scritto alla famiglia e ai suoi amici in Egitto per sapere come stanno e per rassicurarli sul suo stato di salute, e mandare il suo amore agli amici di Bologna e di Granada". E' quanto spiegano su Facebook gli attivisti della campagna 'Free Patrick', che da mesi chiedono la scarcerazione dello studente egiziano dell'Alma Mater arrestato al Cairo lo scorso 7 febbraio.  Nella missiva Patrick "si augura che la fortuna lo assista nella sua prossima udienza, in modo da poter riguadagnare la libertà". Gli attivisti, infine, ricordano di non sapere ancora quando lo studente comparirà nuovamente di fronte a un giudice". Nella nuova lettera Patrick ha chiesto anche ai familiari "la data della prossima udienza". La famiglia, si legge sempre nel messaggio sul social network, "ha potuto lasciargli del cibo e dei prodotti per l'igiene nel luogo in cui è detenuto ed è stata rassicurata sul suo stato di salute attraverso una lettera ricevuta dalla prigione di Tora".

 
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