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ITALIA

Tina Montinaro: "Il tritolo non ci ha fermati"

Strage Capaci. Lamorgese: "Fu colpo durissimo per democrazia"

"ll lavoro di Falcone fu straordinario, andava alla ricerca della forza economica della mafia. Nella nuova procura europea troviamo il suo lascito" ha sottolineato il ministro della giustizia Marta Cartabia

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"La cerimonia di oggi ci riporta la mente allo sgomento di quel 23 maggio, l'inaudita ferocia di come venne cancellata l'esistenza di donne e uomini lasciò il nostro Paese nello sbigottimento, seminando angoscia e dolore. Fu un colpo durissimo inferto alla democrazia, una ferita ancora aperta per la comunità nazionale e per le famiglie delle vittime". Queste le parole di Luciana Lamorgese, ministro dell'Interno, intervenuta alla caserma Lungaro di Palermo, nel corso delle celebrazioni per l'anniversario delle stragi di Capaci e via d'Amelio per lo svelamento della nuova teca in cui sono conservati i resti della Fiat Croma Quarto Savona 15. 

"Il groviglio di queste lamiere non è il simbolo di una sconfitta, ma rappresenta il principio di una grande pagina di riscossa civile. Contro la mafia non è insorta solo la mano della giustizia, non sono stati solo anni di strenuo contrasto da parte delle forze dell'ordine - prosegue Lamorgese - la strage di Capaci ha segnato l'inizio di una rivolta civile, uno scatto di ribellione contro la pretesa della mafia di ergersi ad antagonista dello Stato, ponendosi come una grande minaccia come lo era il Terrorismo".

"Il fiorire a Palermo in Sicilia e poi in tutto il Paese - ha concluso il ministro dell'Interno - di iniziative animate dall'intento di dare voce a una Italia onesta, fiera del suo ripudio alla mafia, è il frutto più maturo in vista di una liberazione dal ricatto mafioso, dell'inarrestabile prosciugamento del consenso popolare della mafia e della sua illusione di eternità. E' una strada lunga che non ammette scorciatoie, dobbiamo rimanere tutti uniti per percorrerla fino in fondo, senza che nessuno venga lasciato solo".


Cartabia: "Falcone andava alla ricerca della forza economica della mafia"
"Il lavoro di Falcone fu straordinario, andava alla ricerca della forza economica della mafia. Ma lo si vede spesso anche nei documenti che lo rappresentano inseguire tutte le girate degli assegni e che lo portò a sviluppare la consapevolezza che occorreva lavorare a livello internazionale per sconfiggere la criminalità organizzata. Quando venne al ministero nel 1991 iniziò una fase di cooperazione internazionale i cui esiti li vediamo adesso: fu veramente un periodo breve ma fecondissimo. La nuova procura europea è un'eredità di Giovanni Falcone". Lo ha detto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, nell'aula bunker dell'Ucciardone. "Alle Nazioni Unite lo scorso ottobre - ha aggiunto - è stata approvata una risoluzione dedicata al giudice Falcone in cui ancora si pone l'attenzione sul rischio che la criminalità organizzata fiorisca ancora in queste condizioni socio economiche provate dalla pandemia e a maggior parte con l'afflusso di denaro che arriverà con il Recovery Fund. Falcone fu lui il primo a capire che occorreva a livello di Unione europea una protezione penale degli interessi finanziari". 

Giannini: "Questo giorno ci ricorda chi siamo"
"Questo giorno ci ricorda chi siamo". Così il Capo della Polizia, Lamberto Giannini, alla Caserma Lungaro.  "Partecipo a queste celebrazioni per la prima volta, in ricordo di chi ha dato la vita per dare al paese giustizia e libertà. Esprimo i miei sentimenti più sinceri di vicinanza ai caduti", ha aggiunto.

Sindaco Palermo: "Ferita ancora aperta per il paese"
"La strage di Capaci - ha detto il primo cittadino  Leoluca Orlando - è una ferita ancora aperta per il nostro paese. Il groviglio di queste lamiere è anche simbolo di una riscossa civile e culturale che, insieme all'impegno delle istituzioni, ha profondamente cambiato la città sottraendola al governo del sistema di potere politico affaristico mafioso".

Questore Palermo: "Caserma Lungaro luogo che ha sacralità"
"Questo posto per i poliziotti di Palermo è un luogo della memoria, carico di un profondo significato che interpella ognuno di noi poliziotti sulla scelta di servizio e di vita, rendendola ogni giorno più salda. Un luogo che porta in sè una sacralità espressa in simboli: il tricolore, la lapide e la teca che contiene ciò che rimane della Quarto Savona 15". Queste le parole di Leopoldo Laricchia, questore di Palermo, intervenuto alla caserma Lungaro, nel corso delle celebrazioni per l'anniversario delle stragi di Capaci e via d'Amelio.

Anm: "Viviamo tempi oscuri ma tribunali siano case di vetro"
"Il Vostro sacrificio non è stato vano, ha risvegliato coscienze colpevolmente assopite, ha dato vita ad un nuovo risorgimento, che partendo dal Sud, dalla magica terra di Sicilia, ha attraversato il paese, come una linfa vitale che da Capaci ha irrorato questa nostra meravigliosa Italia. Oggi abbiamo bisogno di riprendere il cammino, stiamo vivendo tempi oscuri, ma siamo consapevoli che avendoVi idealmente accanto, tutti insieme ce la faremo". Questo è un passo del messaggio rivolto a Francesca Morvillo e al marito Giovanni Falcone, i magistrati morti a Capaci, e letto poco prima del via ai lavori della seconda giornata del Cdc dell'Anm che cade proprio nel 29esimo anniversario della strage." Voi ci avete insegnato ad essere forti, facendoci scudo della Nostra toga, alla quale dedichiamo giorno per giorno ogni nostra energia, pronti a difenderla con tutte le nostre forze da chi osa calpestarla. Una Magistratura formata da Giudici ragazzini esposti in prima linea nella lotta alle mafie, uomini e donne accomunati dall'unica bramosia di assicurare giustizia ai cittadini, che vivono i Tribunali e nei Tribunali, come case di vetro che vogliamo limpide e trasparenti, dove i torti, da chiunque commessi, vengono riparati con la forza della legge".

Vedova Montinaro: "Pensiero di mio marito cammina con me e i miei figli"
"Il 23 maggio da 29 anni è una data importante e impressa nella mente della collettività, che niente e nessuno potrà cancellare". Così Tina Montinaro, moglie di Antonio, capo scorta di Giovanni Falcone morti il 23 maggio del 1992 nella strage di Capaci, intervenendo alla caserma Lungaro di Palermo, e presidente dell'associazione 'Quarto Savona 15', nome della sigla radio attribuita agli uomini che difendevano il magistrato. "Uomini che credevano nello Stato", ha rimarcato Montinaro che poi, rivolgendosi a presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presente alla Lungaro, ha aggiunto: "Il tritolo è entrato in casa mia ma da allora gli occhi, il cuore e il pensiero di mio marito camminano attraverso me e i miei figli".
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