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ITALIA

Commemorazioni stragi Capaci e via D'amelio

Gabrielli: "Prenderemo Messina Denaro ma partita non sarà chiusa"

 "E' ovvio che per noi è una priorità - spiega il Capo della Polizia - ma la priorità è il contrasto delle mafie". E avverte: "Per batterle serve cooperazione internazionale"

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"Quando prenderemo Matteo Messina Denaro? E' ovvio che per noi è una priorità, ma la priorità è il contrasto delle mafie. Non vorrei che passasse il messaggio che una volta che venga preso Matteo Messina Denaro, e lo prenderemo, la partita sia chiusa ma non è così". Così il capo della polizia di Stato, Franco Gabrielli, alla cerimonia commemorativa della strage di Capaci nell'aula bunker del carcere di Palermo, sottolineando che la lotta alle mafie dovrà andare avanti.

Gabrielli poi prosegue: "Io continuo a sostenere che il primo problema per la sicurezza del paese è la mafia". E spiega: "Le mafie sono mali, sono cancri che riguardano non soltanto i singoli paesi ma l'intero consorzio internazionale e quindi studiare, approfondire, capire quali sono i percorsi che devono essere seguiti e farlo abbracciando gli ordinamenti internazionali e costituendo un fronte comune per vincere questi mali, credo sia una cosa straordinaria". 

"Farlo attraverso le principali agenzie educative pubbliche del Paese", ha aggiunto, è una modalità con la quale "noi rendiamo onore a questi straordinari giudici, onore a questi uomini e a questa donna che hanno sacrificato la vita per i valori in cui crediamo e su cui si fonda il nostro paese".

"L'anno scorso - ha detto Gabrielli - è stato possibile dopo tanto tempo dare un volto e dei nomi, non solo agli straordinari giudici che la mafia aveva messo nel mirino ma anche agli uomini e alle donne della mia amministrazione, che avevano il compito di tutelare questi altrettanto straordinari servitori dello Stato: Agostino, Vincenzo, Emanuela, Antonio,Walter Eddie, sono nomi che devono rimanere impressi nelle nostre menti, perché a volte con il termine scorta si vanifica, si annulla e si rende non palpabile che dietro a quelle persone ci sono dei volti, ci sono delle storie, delle passioni, ci sono dei valori in cui noi tutti crediamo".
 
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