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POLITICA

Slitta la consegna delle firme in Cassazione

Alcuni senatori si sfilano, in bilico il referendum sul taglio dei parlamentari

Quattro senatori di Forza Italia hanno fatto marcia indietro contro i 'giochetti di palazzo'. Anche alcuni senatori Pd potrebbero ritirare la firma. C'è tempo fino al 13 gennaio per la consegna. La Lega valuta di aderire, ponendo le firme che sono mancate oggi

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Slitta il deposito in Cassazione delle  firme per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari.  L'appuntamento fissato per questa mattina è stato rinviato. Il motivo  è stato il ritiro della firme da parte di alcuni senatori. "Alcuni,  credo 4, hanno ritirato la firma. Ma altri hanno chiesto di  aggiungersi - spiega Andrea Cangini di Fi tra i promotori della  raccolta - per questo ci è sembrato corretto riaprire i termini della  raccolta firme e chiedere un nuovo appuntamento in Cassazione". Prima  che si sfilassero 4 senatori, le firme raccolte erano 66. Quelle  necessarie per chiedere il referendum sono 64. Il termine per il  deposito in Cassazione è il 12 gennaio. I parlamentari che hanno ritirato la firma sono quattro senatori di Forza Italia, dell'area vicina a Mara Carfagna, guidati da Massimo Mallegni. 

I promotori della raccolta, a quanto si apprende, stavano chiudendo il verbale, quando Mallegni ha bloccato l'operazione, dando vita ad una discussione. Il verbale è stato quindi bloccato, così come la consegna. Sempre a quanto si apprende, anche tra i senatori del Pd che hanno firmato è in corso una riflessione, dopo l'intesa con M5s sulla legge elettorale. Le firme devono essere raccolte e verbalizzate entro domenica 12 e possono essere consegnate in Cassazione anche il 13. 

Mallegni conferma: ritiro firma con altri 3 Fi 
"Sto andando a ritirare le firme per la richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari insieme ai colleghi Dalmas, Masini e Stabile". L'ha detto all'ANSA il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni, citando gli altri tre senatori forzisti che, come lui, avevano firmato il referendum.

"Referendum strumentalizzato, sgombriamo il campo da sospetti"
"Siamo stati tra i primi a sottoscrivere la richiesta di referendum confermativo della legge che riduce il numero dei parlamentari: una misura spot non inserita in una riforma organica dell’architettura istituzionale e che, per di più, a fronte di risicati risparmi per le casse pubbliche, andrà ad incidere sulla rappresentanza di alcuni territori. Ragioni che nulla avevano a che fare con le contingenze politiche ed elettorali. Negli ultimi giorni, tuttavia, si è verificata una sospetta accelerazione verso il raggiungimento del numero minimo di sottoscrizioni". Lo affermano in una nota i senatori di Forza Italia Franco Dal Mas e Laura Stabile.

"Un’improvvisa conversione che, contrariamente a ciò che può sembrare, pur contenendo in sé una buona ragione, cioè l’espressione della volontà popolare, nasconde la vera ragione: avviare la procedura referendaria per acquisire la possibilità, in caso di elezioni anticipate, di mantenere anche nella prossima legislatura l'attuale numero di parlamentari. Una mera operazione di palazzo travestita da concessione di democrazia diretta. Proprio per rispettare il sentimento popolare, è meglio sgombrare il campo da ogni sospetto facendo entrare in vigore la legge e poi, quando il presidente della Repubblica lo riterrà, tornare alle urne. Per questa ragione abbiamo ritirato la nostra sottoscrizione dalla richiesta del referendum confermativo".

Anche senatori Pd pronti al ritiro delle firme
Anche alcuni dei senatori Pd che hanno firmato la richiesta di referendum potrebbero a breve ritirare le loro firme. Lo si apprende da fonti Dem secondo le quali sarebbero stati fitti i contatti nelle ultime ore nel partito per indurli al ritiro. Secondo alcune fonti dovrebbero essere revocate tutte le firme, ma non è escluso che qualche senatore mantenga il punto. Come Pittella e Rojc, che hanno fatto sapere che non ritireranno la firma.

La Lega valuta di firmare
La Lega sta valutando di andare in soccorso alla richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari, ponendo le firme che sono mancate oggi. È quanto si apprende da fonti del Carroccio, confermate anche dai promotori.

Salvini: io farei referendum su tutto
"Chiedetelo a quelli che hanno cambiato idea. Io ritengo che quando i cittadini si possono esprimere è sempre meglio, io farei referendum su tutto, come in Svizzera ogni mese". Matteo Salvini ha risposto così a chi gli chiedeva quale fosse l'intenzione della Lega.

Fondazione Einaudi: ritiro firme manovra di Palazzo
"La mossa del ritiro di alcune firme tra i senatori che avevano sottoscritto la richiesta di referendum costituzionale sulla legge che riduce il numero dei parlamentari era ampiamente annunciata e giunge tutt'altro che inattesa, nei tempi e nei modi. Ovviamente, la Fondazione Luigi Einaudi non si occupa delle manovre di palazzo. Esse qualificano chi le fa, che se ne assume per intero la responsabilità politica, giuridica e morale. A questo punto tutto è aperto.Attendiamo di sapere in queste ore se altri parlamentari vorranno aggiungere la loro firma a quelle in essere al fine di consentire agli italiani di esprimersi su un così fondamentale stravolgimento della nostra Costituzione".

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