SALUTE
Attenzione ai tatuaggi, quelli all'hennè possono far male alla salute
La necessità di terapie di lunga durata è un altro fattore che emerge dallo studio: nella maggior parte dei casi, la persistenza delle lesioni è stata riscontrata anche a 7 giorni dall'inizio della terapia con cortisone e antistaminici e una persistente discromia cutanea è stata osservata anche dopo 4 settimane dalla fine della terapia. Se certamente si arriva alla risoluzione del prurito e ad un miglioramento delle lesioni cutanee, in tutti i casi, secondo i dati emersi, ad un anno di distanza è riscontrabile una ipopigmentazione cutanea sulla zona dedicata al tatuaggio. D'altronde, la para-fenilendiammina (Ppd) è uno dei piu' potenti allergeni da contatto. Si tratta di un colorante blu scuro attualmente vietato, secondo la legislazione europea, per uso cosmetico ad eccezione delle tinture per capelli per le quali e' consentita a basse concentrazioni, fino al 6%. Oltre a questa restrizione, è previsto che siano sempre indicate sull'etichetta delle avvertenze, come "Puo' causare una reazione allergica", "Contiene fenilendiammina", "Per uso professionale", "Usare guanti idonei", "Non usare per tingere ciglia e sopracciglia". "La sensibilizzazione alla Ppd- avverte Susanna Esposito- è un fenomeno in crescita nei bambini e negli adolescenti.
La causa piu' comune sembra essere proprio l'esposizione ai tatuaggi con henne' in cui la Ppd puo' essere presente in concentrazioni sconosciute o alte. Dopo la sensibilizzazione, i pazienti possono sperimentare gravi sintomi clinici quando vengono ri-esposti a sostanze che contengono o reagiscono con Ppd, e possono presentare un'ipopigmentazione persistente. Dato l'uso diffuso di questa sostanza, meglio essere cauti considerando che sono molti i giovani che acquistano kit venduti on line, privi di qualsiasi garanzia, oppure si affidano a tatuatori improvvisati sulle spiagge che usano materiali scadenti e potenzialmente rischiosi".