ITALIA
Taxi, Delrio: no a Uber pop, autisti resteranno nelle loro zone

Innanzitutto dal ministero arriva un secco no a UberPop, l’app destinata agli autisti senza licenza. "Ma non è questo il problema: già adesso non è ammesso" e comunque "una differenza con i taxi deve rimanere”. Quindi per gli Ncc non ci sarà l’obbligo di rientrare nel garage di provenienza ma comunque rimane una indicazione “territoriale”. "Ma il nodo della territorialità deve restare - precisa il ministro - Così come vanno rafforzati i controlli: se uno ha la licenza in un paesino delle Marche e poi lavora tutto il giorno a Milano, mi chiedo se è concorrenza o concorrenza sleale".
Secondo Delrio, "non è detto che tutto il vento nuovo faccia bene per forza. Siamo aperti all'innovazione, che in molti campi sta migliorando le nostre vite. Ma non è un bene a prescindere. Dipende da cosa fa, da come lo fa, dalle conseguenze. I fattorini in bici che portano le cene a casa per tre euro l'ora, per dire: sono innovazione o sfruttamento?".
Il ministro ribadisce il suo "no a distruggere il lavoro delle persone senza farsi domande. Le piattaforme multinazionali non sono il bene assoluto. Vanno regolamentate, a partire dalle tasse: dovrebbero pagarle in Italia". Per quanto riguarda la web tax, "ne parleremo al G7 di Bari, a maggio. Muoversi da soli non porterebbe risultati".
Delrio commenta anche la presenza della sindaca di Roma, Virginia Raggi in piazza con i tassisti: "un sindaco deve assumersi le sue responsabilità, non scaricarle sugli altri. Le licenze dei taxi le danno i Comuni non il governo. E un buon sindaco non carezza il pelo alla piazza, dando ragione a una categoria per volta. Semmai le scontenta un po' tutte e poi trova la giusta mediazione. Proprio quello che stiamo facendo noi sui taxi".