MONDO
Il movimento Pegida
Minacce di morte ai leader, sospesa a Dresda la marcia anti-Islam
Niente corteo, chi avrebbe voluto partecipare è invitato ad esporre una bandiera tedesca alla finestra e ad accendere una candela. I leader del movimento anti-Islam hanno deciso, insieme alla polizia della Sassonia, di non manifestare per ragioni di sicurezza. Polemiche con il ministero dell'Interno. In standby il corteo del 26 gennaio.

“I terroristi ci privano dei nostri diritti fondamentali”
Lo scrive su Facebook, arrabbiato e amareggiato, il fondatore di Pegida, Lutz Bachman. Dopo aver consultato i responsabili della sicurezza dello Stato della Sassonia hanno deciso di non manifestare perché “la minaccia astratta che il ministero degli Interi vede pesare sulla Germania nel nostro caso di è trasformata in una minaccia di morte concreta”. Finora, infatti, il ministro dell'Interno ha sostenuto di non disporre di alcun elemento concreto che faccia pensare ad un attacco terroristico sul territorio tedesco, anche dopo gli arresti di fondamentalisti a Berlino e Wolfsburg.
In standby l’appuntamento del 26 gennaio
Stiamo lavorando con la polizia perché si possa svolgere, hanno detto gli organizzatori. Contrariamente alla Francia e al Belgio, la Germania per ora non ha elevato lo stato di allerta.
Ogni lunedì da ottobre 2014
Da quando sono iniziate, lo scorso ottobre, le manifestazioni di Pegida contro l'islamizzazione dell'Occidente - così si definiscono - hanno raggiunto anche 100 mila presenze. All’indomani della marcia repubblicana dopo le stragi di Francia a Dresda si sono riunite 25 mila persone.