Un motore 'nucleare'
Un motore 'nucleare'
Missione 2014. Un gruppo di ricercatori sta lavorando per realizzare una vettura con motore alimentato al Torio. L’auto è in grado di viaggiare per cent’anni senza bisogno di rifornimento

Un gruppo di ricercatori americani è convinto di riuscire a mettere a punto entro il 2014 un motore al Torio in grado di alimentare una macchina per cento anni. Chissà che a breve non saremo chiamati ad esprimerci in un nuovo referendum sull’utilizzo in Italia del nucleare. La casa automobilistica Cadillac ha già pronta una concept car, la Thorium Concept Car, in grado di ospitare il reattore formato macchina.
Il Laser Power System
Il progetto del motore si chiama Laser Power System (Lps) ed è stato inventato da Charles Stevens. L’idea è di utilizzare come combustibile, al posto della benzina, un generatore elettrico al Torio per alimentare un laser di calore combinato a delle turbine che producano l’energia necessaria alla vettura.
Questo sistema promette di generare, secondo quanto sostiene l’inventore, una potenza di 250MW di corrente. Un solo grammo di torio sarebbe capace di produrre l’equivalente di 7.500 litri di benzina, considerando che il motore può utilizzare fino ad 8 grammi del materiale radioattivo la vettura a Lps potrebbe viaggiare tranquillamente per cento anni senza bisogno di rifornimento.
Gli ostacoli da superare
I maggiori ostacoli che il motore si trova a dover superare, a quanto riferisce il suo inventore, sono la sua dimensione, che deve essere tale da entrare in un veicolo, e la dispersione di radioattività. Mentre la radioattività sembra essere l’aspetto meno preoccupante, a detta di Spencer è sufficiente rivestire il motore con dell’alluminio per risolvere la questione, quello della dimensione preoccupa seriamente il team. Per adesso le mini turbine utilizzate sono ancora troppo grandi, ma i costruttori sono certi di riuscire a mettere a punto un sistema efficiente antro la fine del 2014.
Il materiale radioattivo
Il Torio è un metallo con bassa carica radioattiva, conosciuto essenzialmente per essere utilizzato come filamento nelle resistenze per lampadine ad incandescenza. È facilmente reperibile in natura, si trova in quantità maggiore all’Uranio, rispetto al quale inoltre garantisce maggiore stabilità. Il fisico Carlo Rubbia, infatti, da anni, propone di utilizzare questo elemento come combustibile per i reattori nucleari al posto dell’Uranio, proprio per la maggiore stabilità e per la minore produzione di scorie radioattive.