SALUTE
ne soffrono mezzo milione di italiane
Tumore al seno più curabile anche nelle forme aggressive
Durante il 50esimo congresso della Società americana di oncologia clinica a Cicago è stato presentato lo studio italiano 'Cleopatra' che unendo due anticorpi riduce il rischio di morte a 3 anni nel 34% dei casi

La vera svolta è avvenuta 30 anni fa con la scoperta di Her2, oncoproteina prodotta in eccesso nelle pazienti. All’inizio era solo la spia di una maggiore aggressività della malattia, oggi è il bersaglio di terapie mirate che hanno reso questo tumore sempre più curabile.
E' il bilancio tracciato da Grazia Arpino, ricercatrice all'Università Federico II di Napoli, durante il 50esimo congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), che si chiude oggi a Chicago.
"Grazie ai progressi nella conoscenza della biologia molecolare - sottolinea Arpino, che per 10 anni ha studiato negli Stati Uniti il ruolo del recettore Her2 nel cancro della mammella - disponiamo oggi di farmaci in grado di entrare come 'una chiave' nel meccanismo di proliferazione cellulare e di bloccarlo".
Durante il congresso è stato presentatio anche lo studio ‘Cleopatra’ che ha valutato gli effetti di due anticorpi contro Her2: trastuzumab - il capostipite di questa classe terapeutica – e pertuzumab. I risultati dell’utilizzo di queste due molecole (insieme alla chemioterapia) come trattamento per pazienti con tumore del seno in fase di metastasi, hanno mostrano un significativo miglioramento della sopravvivenza senza progressione della malattia, riducendo il rischio di decesso a tre anni nel 34% dei casi.
Sulla base di questi dati, pertuzumab, prodotto da Roche, ha ricevuto dall'Aifa, lo status di terapia innovativa. Con attenzione alla qualità di vita delle pazienti, infine, è stata sviluppata una formulazione sottocutanea di trastuzumab, "che permette - afferma Arpino - di ridurre il tempo di somministrazione rispetto alle infusioni, tagliando anche i tempi d'attesa in ospedale".