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MONDO

Filorussi dichiarano coprifuoco a Slaviansk

Ucraina, salta la tregua di Pasqua: morti e feriti in attacco a checkpoint filorusso

Nel Paese resta alta la tensione nonostante l'accordo per lo stop alle violenze. Dopo l'attacco al check point, il leader dei filo-russi ha dichiarato il coprifuoco a Slaviansk. Kiev: Mosca mina la stabilità mondiale

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E' ancora imprecisato il numero delle persone coinvolte nell'attacco contro un checkpoint presidiato da separatisti filorussi, vicino alla città ucraina di Slaviansk. Incertezza sul numero delle vittime, prima erano state dichiarate cinque, tre filorussi e due assalitori, ora il bilancio sembrerebbe quello di un morto e due feriti da parte dei separatisti, e fino a sette assalitori uccisi o feriti.

I separatisti filorussi hanno dichiarato il coprifuoco a Slavianks, a poche ore dall'attacco al posto di blocco. L'autoproclamato sindaco Vyacheslav Ponomaryov ha annunciato ai giornalisti che la misura entrerà in vigore a partire dalla mezzanotte locale (le 23 in Italia) alle 6:00 (le 5:00 in Italia).

Filo-russi hanno chiesto intervento delle truppe da Mosca
Il leader della milizia separatista filo-russa di Slaviansk nella regione orientale ucraina di Donetsk, Vyacheslav Ponomarev, ha anche rivolto un appello a Vladimir Putin affinché invii le truppe schierate in Russia al confine con l'Ucraina come peacekeeper per proteggere la minoranza russofona. "Solo la Russia può proteggerci per questo ho deciso di appellarmi al presidente russo Vladimir Putin chiedendogli di schierare forze di peacekeeper nel territorio delle regioni di Donetsk e Lugansk" questa la richiesta di Ponomarev al presidente russo per proteggere la minoranza russofona.

Un accordo che non funziona
I separatisti filo-russi che negli ultimi 10 giorni hanno occupato diversi edifici delle amministrazioni locali e del governo nella regione di Donetsk, nell'Ucraina orientale, hanno fatto sapere che non se ne andranno fino a che il governo di Kiev (che considerano illegittimo) non darà le dimissioni. Il ritiro degli occupanti era una delle condizioni stabilite dall'accordo di Ginevra, firmato il 17 aprile da Ucraina, Russia, Stati Uniti e Unione Europea al termine del primo incontro diretto tra le quattro parti dall'inizio della crisi. L'accordo prevede il disarmo delle milizie che operano nell'Ucraina orientale, lo sgombero dei palazzi del governo, la concessione di un'amnistia per i separatisti che non hanno commesso crimini troppo gravi e la concessione, da parte del governo ucraino, di maggiore autonomia alle regioni orientali.

I separatisti non abbandonano i palazzi del potere
La decisione dei separatisti di non abbandonare i palazzi occupati rischia però di bloccare l'accordo di Ginevra. Almeno otto città, tra cui Donetsk e Sloviansk, sono occupate da uomini armati col volto coperto non identificati. 

Kiev: Mosca mina la stabilità mondiale
La Russia "sta minando la stabilità mondiale": lo ha affermato il premier ucraino Arseniy Yatsenyuk in un'intervista alla Nbc a pochi giorni dalla visita del vicepresidente americano Joe Biden a Kiev per discutere della crisi del Paese. "Il mondo - ha detto il premier ucraino - ha ragione a essere preoccupato delle intenzioni di Putin". "La Russia ha violato gli accordi e minaccia l'intero programma di non proliferazione nucleare" ha aggiunto Yatsenyuk che ha esplicitamente chiesto agli Usa sostegno.

"Abbiamo bisogno di essere in forma per fermare la Russia quindi abbiamo bisogno di tutto il sostegno dei nostri partner occidentali". "Abbiamo bisogno di sostegno economico e finanziario - ha aggiunto - per modernizzare il nostro apparato militare e tutte le strutture del nostro sistema difensivo". Biden sarà in Ucraina il prossimo 22 aprile dove incontrerà i leader del governo e i membri della società civile per riaffermare il sostegno americano e decidere una strategia comune per rafforzare l'economia del Paese in vista delle elezioni del 25 maggio. 
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