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Coronavirus

La corsa al vaccino

Covid-19, Trump: vaccino entro l'anno o forse prima

Il tycoon ha annunciato la formazione di una squadra per accelerare la ricerca del vaccino contro il Covid-19 stanziando 10 miliardi di dollari per la ricerca scientifica. Intanto calano i contagi in 24 stati 

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Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la formazione di una squadra per accelerare la ricerca del vaccino contro il Covid-19. Ne faranno parte l'ex capo del dipartimento vaccini della Glaxo, Moncef Slaoui, e il generale Gustave Perna. Il primo ha confermato le parole del presidente, dicendo che un "vaccino sarà pronto entro la fine dell'anno". L'annuncio del tycoon avvenuto alla Casa Bianca è stato accolto da un applauso.

"Vaccino o no, siamo tornati. E stiamo cominciando il processo" ha detto Trump. "Le nostre ricerche si stanno concentrando su quattordici tipi di vaccino che sono ai test clinici e sono promettenti" ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione. "Stiamo compiendo passi da gigante per trovare il vaccino e la cura contro il virus, e lo faremo presto, entro la fine dell'anno o forse prima. Abbiamo cominciato a lavorare sul vaccino l'11 gennaio ancora quando non sapevamo nulla, c'è impegno per produrre un vaccino contro questo nuovo virus". "Ci sono 450 progetti per trovare le cure. Abbiamo stanziato 10 miliardi di dollari per la ricerca scientifica", ha aggiunto.

Trump ha descritto l'operazione Warp Speed definendola come qualcosa di "mai visto dalla Seconda guerra mondiale". Ha poi smentito che gli Stati Uniti vogliano fare tutto da soli, dicendo che Washington lavora con tutti i paesi. "Lavoriamo insieme con molti diversi paesi.. non c'è nessun ego", ha assicurato.

Moncef Slaoui, l'ex capo della divisione vaccini della GlaxoSmithKline cui è stata affidata la guida dell'operazione, è apparso condividere l'ottimismo di Trump per un vaccino in tempi brevi. I dati che arrivano sui test, ha detto, "mi fanno sentire più che fiducioso sulla possibilità di poter distribuire alcune centinaia di milioni di dosi entro la fine del 2020".

I numeri del contagio
Intanto in 24 stati Usa il numero dei nuovi casi di contagio da coronavirus è in calo. Lo riporta la Johns Hopkins University. I segnali più incoraggianti arrivano dalle aree finora più colpite: nello stato di New York, dove si sono registrati finora 343 mila contagiati e 27.641 decessi, il calo dei casi nelle ultime due settimane è del 13 per cento, in New Jersey del 19,4 e in Massachusetts del 22,5. Trend positivi anche in Michigan, Lousiana e Connecticut. In altri diciassette stati, tra cui Illinois, California e Texas, i numeri restano stabili, mentre in nove i casi continuano a salire, con percentuali che variano dall'1,1 per cento del North Dakota al 5,8 del New Mexico.

Ma i ricercatori universitari spiegano che non è arrivato il tempo di togliersi la mascherina. Gli effetti dell'allentamento delle misure verranno valutati nelle prossime settimane.

In media, in tutto il Paese, con 1 milione e 417 mila contagiati e 85.906 morti, solo il 25 per cento dei posti letto negli ospedali è occupato da pazienti contagiati dal Covid-19.
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