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MONDO

Giornalisti, cooperanti, tecnici

Prima di Vanessa e Greta: chi sono gli altri italiani rapiti in zone a rischio e poi liberati

I Paesi sono quelli più a rischio dove chi fa il cooperante vuole aiutare la popolazione civile, chi fa il tecnico o l'ingegnere va per lavorare, così come i contractors, mentre i giornalisti partono per raccontare cosa succede: i volti degli italiani sequestrati e poi liberati (non tutti, purtroppo) negli ultimi dieci anni

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Mentre tornano finalmente a casa Vanessa Marzullo e Greta Ramelli tornano subito alla memoria i nomi dei due italiani di cui da troppo tempo non si hanno notizie. Padre Paolo Dall'Oglio - il gesuita romano fondatore della Comunità Mar Musa, rapito in Siria nel luglio 2013 - e Giovanni Lo Porto, il cooperante palermitano di cui si sono perse le tracce nel gennaio 2012, in Pakistan, dove lavorava per la ONG tedesca Welt Hunger Hilfe si occupava di costruire alloggi di emergenza. 

Il caso delle due giovani cooperanti, però, riporta anche ai casi di altri italiani sequestrati in aree a rischio del pianeta e poi rilasciati. Quelli che seguono sono quelli degli ultimi dieci anni, ognuno con il suo carico di terrore dei famigliari e il lavoro dei mediatri ma, anche, con le polemiche sul pagamento del riscatto e sull'opportunità di partire.

Fabrizio Quattrocchi, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio, Iraq, 2004
I contractors vengono sequestrati a Baghdad. Verranno tutti liberati tranne Quattrocchio che, secondo quanto riportato dall'allora ministro degli Esteri Franco Frattini, avrebbe detto: “Vi faccio vedere come muore un italiano”.
 
Simona Pari e Simona Torretta, Iraq, 2004
Dura tre settimane il sequestro delle cooperanti dell’associazione Un Ponte Per.
 
Giuliana Sgrena, Iraq, 2005
La  giornalista del Manifesto resta per 30 giorni nelle mani dei sequestratori. Dopo la liberazione, rimane ucciso in un agguato sulla via verso l'aeroporto di Baghdad l’agente del Sismi Nicola Calipari.
 
Daniele Mastrogiacomo, Afghanistan, 2007
Nel suo libro “I giorni della paura”, uscito nel 2009, il giornalista di Repubblica racconterà le sue due settimane di sequestro.
 
Sergio Cicala e Philomène Kabouré, Mali, 2010
Rapita in Mauritania e liberata in Mali la coppia stava andando a trovare il figlio della donna in Burkina Faso.
 
Domenico Quirico, Elisabetta Rosaspina, Giuseppe Sarcina e Claudio Monici, Libia, 2011
Un sequestro-lampo, due giorni di paura per il giornalista della Stampa e i tre colleghi, due del Corriere e l’ultimo di Avvenire.
 
I 6 italiani della Rosalia D'Amato, largo dell’Oman, 2011
A bordo del mercantile sequestrato dai pirati somali ci sono 22 membri dell’equipaggio, tra cui sei italiani. Liberi dopo 7 mesi.
 
Gli 11 italiani della Savina Caylyn, Somalia, 2011
Presa in ostaggio dai pirati somali, la petroliera dei Fratelli D’Amico. Dieci mesi da incubo finiti prima di Natale.
 
Maria Sandra Mariani, Algeria, 2011
Per oltre 14 mesi la turista fiorentina è stata nella mani di Al Qaida per il Maghreb Islamico.
 
Rossella Urru, Algeria, 2011
Dopo il rilascio della cooperante, l’allora ministro Andrea Riccardi commenta: “E’ figlia dell’Italia migliore”
 
Franco Lamolinara, Nigeria, 2011
Sequestrato dai jihadisti viene ucciso dalle forze speciali di Londra che volevano liberare l’ostaggio britannico che si trovava con lui.
 
Domenico Quirico, Siria, 2014
152 giorni di terrore che racconterà sulla Stampa il giorno dopo il rilascio.
 
Marco Vallisa, Libia, 2014
Rapito a luglio, il tecnico emiliano è stato liberato in novembre.
 
Gianluca Salviato, Libia, 2014
Anche lui tecnico, di stanza a Tobruk, Salviato è stato liberato pochi giorni dopo Vallisa. 
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