ECONOMIA
Il numero uno di Confindustria: "Bene il governo sul lavoro"
Visco a imprese e sindacati: "Dovete cambiare". Squinzi: "Lo stiamo facendo"
Il numero uno della Banca d'Italia: si è investito troppo poco per ricerca e innovazione. Squinzi: orgoglioso degli imprenditori italiani. Camusso: attaccare le parti sociali va di moda

Nel privato come nel pubblico, non solo bisogna agire su capitale umano e innovazione tecnologica, "sono necessari comportamenti e politiche volti a stimolare gli investimenti fissi e a innalzare le frontiere della conoscenza e della tecnologia, in ultima analisi, la crescita del Paese".
Dal palco di Bari parla anche il segretario del principale sindacato italiano Susanna Camusso che nel corso del suo intervento è tornata sulle parole pronunciate proprio dal governatore di Bankitalia. "Stiamo ancora discutendo di rigidità, quale rigidità.... E' la stagione in cui i colpevoli sono le imprese e i sindacati, perché va di moda. E c'è un entusiasmo di massa nel trovare questi colpevoli".
Giorgio Squinzi tenta di smorzare la polemica: "Non le leggo in questo modo". Parlando del governatore di Bankitalia, il presidente di Confindustria dice che "si è riferito a considerazioni che risalgono a Guido Carli. E' anche vero che i tempi sono cambiati. Conosco molto bene il governatore, anche per essere stato nel Consiglio superiore di Bankitalia. E' una persona che stimo e apprezzo", afferma Squinzi, a margine del convegno del Centro studi, al quale partecipa anche il governatore. "Confindustria, la mia Confindustria, sta puntando - sottolinea Squinzi - a mettere come esempio di tutto il sistema industriale italiano aziende innovative e competitive nel mercato globale, aziende che hanno fatto dell'innovazione, anche attraverso la formazione del proprio capitale umano, la chiave di competitività del mondo. Altrimenti non si spiega come potremmo avere tante imprese, tanti settori in cui la manifattura italiana è leader mondiale".