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Coronavirus

Lotta alla pandemia

Webinar vaccini dell'AmCham, Giorgetti: "Necessaria autosufficienza nazionale e Ue"

Webinar "VacciNation. How to win the vaccines race?", promosso dalla Camera di commercio americana in Italia

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"Abbiamo la necessità in proiezione, sia a livello nazionale che europeo, di garantirci una autosufficienza in termini di produzione del vaccino". Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti al webinar "VacciNation - How to win the vaccines race", organizzato dalla Camera di commercio statunitense in Italia. "L'Italia deve fare tutti gli sforzi possibili per essere pronta nel futuro, nel caso in cui si dovessero ripresentare situazioni del genere, per dare una risposta più efficace e tempestiva rispetto a quella che abbiamo oggi. Per farlo servono volontà nazionale e coordinamento europeo", ha aggiunto.

"In Europa il fatto di essere tanti Paesi, che si devono coordinare sia nella fase di acquisto che della distribuzione e della produzione, è un fattore che oggettivamente ha creato qualche problema, ha creato rallentamenti e difficoltà di risposte tempestive", dice Giancarlo Giorgetti. "Anche con il commissario Breton, con cui sono in contatto e mi sono incontrato a Roma, stiamo cercando a livello europeo di recuperare questo gap", aggiunge.

"Vogliamo creare un polo-pubblico privato relativo alla farmacia biologica e un polo vaccinale. Crediamo che una collaborazione sulla ricerca, che può produrre risultati nel lungo termine, può funzionare solo se c'è anche qui in Italia un supporto pubblico. Noi cerchiamo partner privati che vogliano condividere questa sfida", ha detto il ministro dello Sviluppo economico.

Locatelli: "Ogni soldo speso in sanità è investito in salute e indirettamente nell'economia"
"Questa tragica storia qualche insegnamento ce lo deve lasciare. Cioè che ogni soldo speso in sanità è un soldo investito in salute, nel futuro e indirettamente nell'economia". Così il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, al webinar "VacciNation - How to win the vaccines race", organizzato dalla Camera di commercio statunitense in Italia.

"Condivido un accesso equo alla vaccinazione in tutti i Paesi, anche e soprattutto in quelli in via di sviluppo. Sia per ragioni etiche sia perché evidente che per riuscire a superare definitivamente tutta la tragedia rappresentata dalla pandemia bisogna avere un approccio che permetta di arrivare a un contenimento e una eradicazione a livello globale", ha aggiunto Locatelli.

"Per i vaccini serve rendere l'accesso equo e disponibile anche e soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, sia per ragioni etiche, sia perché è evidente che per superare definitivamente questa tragedia bisogna avere un approccio che permetta di arrivare a un contenimento e auspicabilmente a un'eradicazione di questo patogeno in tutto il pianeta", ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità.

Scaccabarozzi: tavolo produzione Italia va avanti spedito
 "Il tavolo è partito meno di un mese fa e ci sono già delle realtà produttive disponibili. So che ci sono contatti diretti giornalieri con il Mise, le cose vanno avanti speditamente". Lo ha detto il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, al webinar "VacciNation. How to win the vaccines race?", in merito al tavolo al ministero dello Sviluppo Economico sulla produzione di vaccini in Italia.

"La produzione di un vaccino è un processo assai complesso - ha spiegato Scaccabarozzi, che proprio questa mattina ha partecipato a una riunione del tavolo con il ministro Giorgetti - è un prodotto biologico, servono attrezzature particolari, un processo che dura anche 8 mesi, un anno. Non tutti hanno i macchinari appositi. Noi stiamo facendo sotto la guida del Mise un progetto strategico per far sì che l'Italia possa dare il suo contributo nella produzione di vaccini attualmente disponibili. Stiamo facendo uno scouting sulle aziende italiane, sia per i vaccini che per produrre i macchinari necessari. Non si risolve la fornitura di vaccini il mese prossimo, ma è giusto che anche il nostro Paese possa dare un contributo. Sono già partiti alcuni contratti, un primo contratto è stato già firmato, è un tavolo che sta lavorando nell'interesse di tutti: come ha detto Giorgetti non è un problema politico né industriale ma di salute. Stiamo per mettere in contatto queste aziende con i produttori dei vaccini, l'Italia ha tutte le carte in regola".

Quanto ai nomi delle aziende in questione, "abbiamo tenuto i dati riservati, perché finché non si concretizza è giusto così. Non si tratta di liberalizzare le licenze, ma di partnership con le aziende produttrici, come avviene a livello mondiale".

Scaccabarozzi: "Johnson & Johnson rispetterà impegni con Ue"
"Johnson & Johnson porterà un'accelerazione alla campagna vaccinale perché è un vaccino in più. Rispetteremo gli impegni presi con l'Unione Europea, 200 milioni di dosi entro fine 2021, e inizieremo a distribuirlo in Europa a metà aprile. All'Italia spetta il 13,5%, è un numero importante di dosi". Così Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria e presidente e ad di Janssen Italia, l'azienda del gruppo J&J. 

"Ci sono delle possibilità, stiamo per mettere in contatto queste aziende con i produttori, con coloro che hanno trovato i vaccini. Credo che da questo punto di vista l'Italia abbia le carte in regola per essere partner della produzione europea e mondiale dei vaccini", ha detto Scaccabarozzi.

Kerkola (Pfizer): spesi otre 2 miliardi di dollari per trial e produzione a nostro rischio
"Pfizer ha autofinanziato per oltre 2 miliardi di dollari, a proprio rischio, i trial del vaccino e la preparazione della catena produttiva. Questo ultimo aspetto significa che non hai una approvazione per quel farmaco, che non sai se il vaccino funzionerà mai, ma che comunque utilizzi risorse e tempo a tuo rischio per prepararti". Così Paivi Kerkola, presidente e amministratore delegato, Pfizer al webinar "VacciNation - How to win the vaccines race".

Wittum (AstraZeneca): preoccupa la fiducia, su vaccino parlino i dati
"Il tema della fiducia mi preoccupa davvero molto. E' essenziale focalizzarsi davvero sulla scienza e sui dati. I protocolli dei nostri studi in Europa e Usa erano per una vaccinazione universale, senza limiti d'età sopra i 18 anni e così sono state le approvazioni" del vaccino anti-Covid "da parte di Ema in Europa e quella della Gran Bretagna. E ora siamo in procinto di fare la sottomissione negli Usa" per l'ok. Lo ha detto Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca Italia, parlando del vaccino anti Covid prodotto dall'azienda anglo-svedese oggi durante un webinar promosso dall'American Chamber of Commerce in Italia (AmCham).

"E' importante poi vedere come si sta comportando il vaccino nella vita reale: in Inghilterra dove quasi 15 mln di persone sono state vaccinate con AstraZeneca ha ridotto le ospedalizzazioni, dato protezione contro le infezioni e non ha mostrato effetti" avversi "particolari diversi da quelli visti negli studi clinici. In ogni caso siamo a disposizione delle autorità regolatorie con tutti i dati che
abbiamo".

"Solo due mesi fa l'Italia approvava il vaccino anti-Covid di AstraZeneca in Italia e con la consegna di domani arriveremo a 4,1 mln dosi. Mi rende particolarmente orgoglioso che 4,1 mln di italiani già si possano vaccinare con il siero di AstraZeneca", ha sottolineato Lorenzo Wittum.

"Stiamo lavorando. Non ci aspettavamo - afferma - che la situazione internazionale si complicasse. La capiamo e rispettiamo. Noi avevamo la visione di avere catene di produzione indipendenti fra i diversi continenti. Il problema si è verificato in Europa e siamo totalmente focalizzati per far sì di portare un numero maggiore di dosi nel minor tempo possibile".
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