TECH
In vista delle elezioni Usa
YouTube, stretta sui video: vietate le manipolazioni e i messaggi ingannevoli
Parte ufficialmente la campagna elettorale negli Stati Uniti, cresce il timore di manipolazioni sulla piattaforma video di Google

Contenuti vietati
Lo fa con alcuni esempi di video vietati, come quelli che sono stati tecnicamente manipolati o documentati in modo tale da indurre in errore gli utenti (al di là delle clip estratte dal contesto), in modo da comportare danni gravi; per esempio, un video che è stato tecnicamente manipolato per far sembrare che un funzionario del governo sia morto. O ancora, contenuti che puntano a indurre in errore le persone in merito al voto o ai processi di censimento degli elettori, come comunicare una data di voto errata. O ancora, contenuti con informazioni false relative ai requisiti tecnici di ammissibilità o di idoneità di un candidato a ricoprire un incarico.
Prima delle primarie
Il divieto è partito nel giorno in cui si apre, con le primarie in Iowa, la lunga stagione che porterà alle elezioni presidenziali Usa di novembre. La piattaforma digitale sarebbe preoccupata dal rischio del proliferare di centinaia di video con notizie "false o manipolate".
Vietati i deepfake
Il divieto riguarda anche la pubblicazione dei cosiddetti "deepfake video", vale a dire quei contenuti ricreati ad arte che, con la nuova tecnologia, possono unire volti di persone note a parole che non hanno mai pronunciato. Qui un esempio di cosa sono i "deepfake", sia in video che in voce:
How Machine Learning Drives the Deceptive World of Deepfakes https://t.co/LXVIVxuEgF via @YouTube#deepfake
— Jakarth Zacarias (@jakarthz) January 27, 2020
Saranno anche rimossi dalla piattaforma i video con tentativi di impersonare un'altra persona o canale, di travisare il Paese d'origine o di nascondere un legame con un soggetto politico. Vietato anche aumentare artificialmente il numero di visualizzazioni, i 'like', commenti o altre metriche tramite l'uso di sistemi automatici.
A ottobre Twitter aveva annunciato il divieto a ospitare qualsiasi spot elettorale sulla piattaforma.