A lieto fine: la storia di una ragazza afghana e del suo merlo in fuga da Kabul fa il giro del mondo
Una ragazza arriva base aerea di Al-Dhafra negli Emirati, è esausta e ha con sé solo una misteriosa scatola di cartone, una minaccia per la sicurezza? No, dentro c'è solo il suo piccolo merlo. In fuga dall'aeroporto di Kabul nelle drammatiche ore della presa di potere dei Talebani, la giovane donna ha lottato con tutte le sue forze per portarlo in salvo con sé. L'ambasciatore francese ad Abu Dhabi ha raccontato la sua storia ad Associated Press
Juji, il merlo indiano che ora starnazza nella sua nuova gabbia nel salotto dell'ambasciatore francese ad Abu Dhabi, è diventato popolare sui social media per la rocambolesca storia della sua evacuazione dall'Afghanistan nelle ore frenetiche della fuga dal Paese controllato dai Talebani. Protagonista la sua proprietaria, una ragazza di 20 anni, che da allora ha trovato rifugio in Francia.

Nelle ore drammatiche della fuga di massa da Kabul dopo 20 anni di guerra, con le terribili scene degli afghani che cadevano nel vuoto dopo aver cercato di aggrapparsi alle ruote dei jet da trasporto militare impegnati nel ponte aereo Usa, anche la Francia era anche coinvolta nell'evacuazione di coloro che avevano rischiato la vita collaborando per anni con l'Eliseo. L'ambasciatore francese Xavier Chatel gestiva le operazioni alla base aerea di Al-Dhafra negli Emirati Arabi Uniti dove, per 12 giorni in agosto, sono affluiti migliaia di profughi. Chatel ha raccontato quelle ore frenetiche in una intervista ad Associated Press.
Circa 2.600 tra interpreti, artisti, giornalisti, attivisti e militari si sono infilati nei voli da Kabul ad Abu Dhabi nel tentativo di raggiungere Parigi. Le autorità francesi avevano iniziato le evacuazioni circa un anno fa, con 2.400 persone evacuate da Kabul nei mesi prima della caduta, ha spiegato Chatel. Nel mezzo del caos della base di Al-Dhafra, Chatel ha ricevuto un allarme di sicurezza. Gli agenti, alla ricerca di minacce terroristiche di al-Qaida o dello Stato Islamico, avevano scoperto un carico illegale a bordo.

Una donna di circa 20 anni si è presentata, stringendo una misteriosa scatola di cartone. Imballato all'interno c'era il suo amato animale domestico: un merlo dal becco giallo con le ali tagliate, molto comune in tutto il sud-est asiatico e noto per la sua "loquacità". A causa di preoccupazioni sanitarie, non c'era modo di portare il volatile con lei a Parigi. Era in lacrime, ha detto Chatel, che non ha voluto rivelare i dettagli sulla ragazza e le circostanze della sua fuga per motivi di privacy. L'unica cosa che ha voluto dire è che "aveva perso tutto. Aveva perso il suo Paese. Aveva perso la sua casa, aveva perso la vita".
La storia di Chatel su quel che è successo dopo ha preso piede su Twitter la scorsa settimana e ha trasformato Juji in una piccola attrazione internazionale, un contrappunto leggero rispetto alle notizie di crisi economica e umanitaria che in questi mesi sono venute dall'Afghanistan sotto il controllo dei talebani. Dopo aver ricevuto istruzioni dettagliate sulle preferenze alimentari di Juji - cetrioli, uva, fette di pane e qualche patata - Chatel ha deciso di adottare l'uccello, promettendo che se ne sarebbe preso cura.
Poco dopo l'atterraggio in Francia, la ragazza ha contattato l'ambasciatore su Twitter. In cima ai suoi pensieri c'era il suo Juji, bloccato nella penisola arabica. Chatel le ha risposto con una serie di post in cui si vede il merlo che mangia frutta, svolazza nella sua gabbietta e si cimenta anche con il francese. Dopo aver cinguettato in pashtun durante i suoi primi giorni ad Abu Dhabi, Juji è riuscito a pronunciare qualcosa di simile a un "Bonjour".
...Or so I thought. Until one day, the (female) manager of the French residence sent me this "Bonjour" that went straight to my heart.
— Xavier Chatel (@Xavier_Chatel_) October 5, 2021
7/8 pic.twitter.com/0k5BIn7hR7
La ragazza, conclude l'ambasciatore, "mi ha detto una cosa che mi è rimasta impressa. il fatto che l'uccello fosse ancora vivo e che fosse ben curato le ha dato la fede e la speranza di ricominciare".