75 anni fa nasceva Bob Marley, leggenda reggae che cantò la libertà. Il video di Redemption Song
Quest'anno ricorrono a giugno i quaranta anni di Uprising, l’ultimo album pubblicato in vita dal cantante
Bob Marley, il musicista che ha portato il reggae ai suoi livelli più alti, avrebbe oggi 75 anni. Icona culturale e pop ha lasciato un messaggio politico, spirituale e religioso oltre all'enorme lascito artistico: ci sono i testi delle canzoni, i murales e i graffiti che lo immortalano con i suoi dreadlock al vento e il suo volto sulle magliette come simbolo di pace, come ha sostenuto anche Boutros Ghali in una spassosa battuta per 'Da Ali G Show', dove il segretario generale delle Nazioni Unite dal 1992 al 1996 dice: "Metti giù la pistola e ascolta Bob Marley".
Robert Nesta Marley nasce in Giamaica a Nine Mile il 6 febbraio del 1945, e muore troppo presto, a soli 36 anni, portato via da un cancro. Era il 1981. Quest'anno ricorrono a giugno i quaranta anni di Uprising, l’ultimo album pubblicato in vita dal cantante, l'album con "Redemption Song", un inno alla libertà, che due artisti francesi hanno omaggiato con un video di animazione. Octave Marsal e Theo De Gueltz hanno realizzato 2.747 disegni usando immagini giamaicane per rappresentare la canzone che Bono degli U2 definì "l'espressione profetica della piccola ascia che potrebbe far cadere il grande albero". Aggiungendo: "Redemption Song mi ricorda che la libertà ha sempre un costo ma per coloro che si preparano a pagarla la ricompensa è proprio quella emancipazione dalla schiavitù mentale", di cui parlava Marley nella canzone.
Per il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, pur non essendo "necessariamente d'accordo con la sua intera filosofia", Bob Marley è stato il simbolo di "come le persone al di fuori degli Stati Uniti stavano pensando alle lotte per il lavoro, per la dignità e per la libertà".
Bob Marley ha fatto con il reggae quello che Dylan fece con la musica cantautorale. Riuscire a fare arrivare un messaggio di denuncia e di lotta all'oppressione tramite la musica a tutto il mondo. Per la BBC la sua 'One Love' e' la canzone del millennio e per Mikal Gilmore, giornalista di Rolling Stone, "Marley ha messo a rischio la sua stessa vita per dire ciò in cui credeva e il risultato è che sia la sua arte che il suo esempio sono riusciti a ispirare e dare coraggio a molte altre persone". Per tutti questi motivi, come racconta Isaac Ferguson in un articolo apparso sul settimanale The Village Voice del 1982, quando la bara del cantante giamaicano venne sepolta a Nine Miles con una cerimonia simile a quella che potrebbe concedersi a un profeta, i migliaia di fan accorsi da tutta la Giamaica iniziarono a gridare "Onoratelo, Pregatelo", perché, per molti di loro, Marley era stato la voce di una terra che voce non aveva.