Addio allo chef Sirio Maccioni, leggenda della cucina italiana a New York e fondatore di Le Cirque
Tra i suo clienti presidenti Usa e stelle del cinema e della finanza
Sirio Maccioni era il re della cucina italiana negli Stati Uniti. "Si è spento serenamente", ha fatto sapere la sua famiglia, a Montecatini Terme, in provincia di Pistoia dove era nato. Aveva appena compiuto 88 anni.
Lo piange sulla pagina Facebook anche lo staff di Le Cirque, il celebre ristorante di New York da lui fondato. Lì negli anni '70 e '80 è passata tutta la "gente che conta". Si sono seduti a quei tavoli, tra stucchi dorati e tovaglie immacolate, presidenti degli Stati Uniti, attori, cantanti, politici: da Ronald Reagan a Henry Kissinger, da Woody Allen a Robert De Niro, da Barbra Streisand a Sophia Loren. Persino Papa Giovanni Paolo II. Congedandosi dal pontefice, Maccioni gli disse che per lui ci sarebbe stato sempre posto nel locale, aggiungendo una battuta: "Santità, prenoti invece un posto per me e per lei in Paradiso". Questa battuta diventò poi il titolo di un docufilm che nel 2007 ha celebrato la sua carriera: "A Table in Heaven".
La storia di Sirio Maccioni è quella di un uomo che si è fatto da sé. Nato nel 1932, aveva lasciato giovanissimo la Toscana per inseguire il mito di Ivo Livi, ovvero Yves Montand, nato nella vicina Monsummano Terme (Pt), che con le sue canzoni stava conquistando la Francia. Il primo lavoro a Parigi lo ottenne al ristorante 'Florence', che era frequentato da tutti gli italiani più famosi: Serge Reggiani, Lino Ventura, Carlos Cardero, Vito Condutti, dallo stesso Yves Montand ed Edith Piaf. Grazie a Montand, fu assunto al Plaza Athénée di Parigi, poi iniziò a lavorare come cameriere da 'Maxim's'. Sbarcato in America alla fine degli anni '60, Maccioni si fece un nome come maitre al ristorante 'Colony' di New York, prima di aprire nel marzo 1974 il suo celebre 'Le Cirque' al Mayfair Hotel, primo di una lunga serie di locali da lui gestiti come l'Hotel Bellagio a Las Vegas e altri in giro per il mondo dalla Repubblica Dominicana all'India.
Tra i frequentatori più assidui di Le Cirque negli anni '80 c'era il presidente americano Ronald Reagan con la moglie Nancy che ne decretarono il successo internazionale. Alla prima cena 'presidenziale', nel marzo 1981, nel piccolo locale c'era una folla di vip e Andy Warhol, a sua volta presente, raccontò l'evento nei suoi diari. "Dal 1981 'Le Cirque' è il più famoso ristorante nel mondo", scrisse negli anni '80 la rivista "Vanity Fair". Anche l'ex presidente Richard Nixon, che abitava a poca distanza, frequentava il locale che diventò la base dove ricostruire la sua immagine pubblica dopo lo scandalo del Watergate e altri presidenti ed ex inquilini della Casa Bianca, come Jimmy Carter e Bill Clinton, diventarono negli anni clienti di Maccioni.
Tra gli eventi politici celebrati di fronte ai piatti di 'Le Cirque' è rimasta famosa la prima apparizione pubblica insieme di Nixon e Henry Kissinger, suo ex segretario di Stato, dopo che l'ex presidente era uscito dalla scena politica. "Fui io a dire a Nixon di invitarlo a pranzo", raccontò Maccioni nella sua biografia dal titolo "Sirio. La mia vita, il mio ristorante. I segreti per il successo di Le Cirque" (Class editori) realizzato con Peter Elliot. "Quel pasto - ricordò Kissinger - fu preparato con grande cura, in modo che fossimo visti nel ristorante e che uscissimo insieme. Sirio lo gestì alla perfezione".
Tra i tanti piatti della cucina italiana e di quella francese, spiccava la creme brulèe, considerato uno dei migliori dolci in assoluto offerti da Maccioni.