Amazzonia: i tagliaboschi hanno ucciso Juajajara, Guardiano indigeno della foresta
Il militante indigeno e difensore della foresta Paulo Paulino Juajajara, membro della tribù amazzonica Guajajara, è stato ucciso in un'imboscata tesa da trafficanti di legna nello Stato del Maranhao, nel nordest del Brasile. Un altro esponente della tribù, Laércio, è stato ferito nello stesso agguato. I due uomini "si erano allontanati dal villaggio per cercare acqua, quando sono stati circondati da almeno cinque uomini armati", ha twittato la segreteria dei diritti umani del Maranhao. I due facevano parte del gruppo Guardiani della foresta, formato dai Guajajara, tribù che conta circa 14mila persone nello Stato brasiliano. Il movimento ha lo scopo di difendere i territori indigeni dallo sfruttamento illegale di legna e dall'espansione agricola. Tra le varie attività invia segnalazioni gps delle zone dove vengono ritrovati tronchi tagliati e affianca le attività dei vigili del fuoco per contrastare gli incendi
Secondo le autorità regionali un taglialegna è stato dichiarato scomparso e secondo informazioni non ufficiali sarebbe morto nell'imboscata. L'attacco agli attivisti è avvenuto venerdì sera nel territorio indigeno di Arariboia, in Amazzonia, a circa 500 chilometri da Sao Luis, capitale dello Stato. Paulino, noto come Kwahu Tenetehar, secondo l'ong Survival International è stato colpito al collo da uno sparo ed è morto sul posto. Il compagno, noto come Tainaky Tenetehar, è stato colpito alla schiena ed è riuscito a fuggire. L'investigatrice dell'ong, Sarah Shenker, che è andata ad aprile nell'area, ha spiegato che l'attività dei Guajajara è importante per proteggere altri indigeni nell'area, come gli Awa, tribù isolata composta da poche decine di persone.
"Il governo brasiliano deve accettare che proteggere queste terre è sua responsabilità. La sua assenza è il motivo che spinge i Guardiani a impegnarsi nella difesa, lavoro molto duro e molto pericoloso", ha detto ad AFP. Altri tre Guardiani sono stati uccisi in passato in altri attacchi.
Il presidente Jair Bolsonaro è favorevole allo sfruttamento commerciale delle terre indigene e delle riserve, posizione cui si oppongono gruppi ambientalisti, per i diritti umani, movimenti indigeni e per i loro diritti, nonché vari leader internazionali. Secondo cifre del Congresso indigenista missionario (Cimi), legato alla Chiesa cattolica, 160 intrusioni di trafficanti di legna o materie illegali sono state registrate da gennaio a settembre di quest'anno, il 44% in più rispetto allo stesso periodo del 2018.
Ecco perché Juajajara è stato ucciso