SpaceX. Ammaraggio riuscito per la Crew Dragon: si conclude con successo la missione Demo2
Con uno spettacolare tuffo nel Golfo del Messico è rientrata sulla Terra la navicella Crew Dragon con a bordo gli astronauti della Nasa Doug Hurley e Bob Behnken
Con uno spettacolare ammaraggio (video) nel Golfo del Messico è rientrata sulla Terra la navicella Crew Dragon della SpaceX con a bordo gli astronauti della Nasa Doug Hurley e Bob Behnken. Si conclude così con successo la missione Demo2, storico ritorno degli Stati Uniti al volo spaziale con equipaggio dopo il pensionamento del programma Space Shuttle nel 2011 e prima missione di questo genere realizzata da una società privata.
Il rientro apre la strada a un altro lancio SpaceX con equipaggio previsto per il 20 settembre e a possibili voli turistici il prossimo anno. I piloti collaudatori Doug Hurley e Bob Behnken hanno riportato la capsula Crew Dragon sulla Terra dopo meno di 24 ore dal distacco dalla Stazione Spaziale Internazionale e due mesi dopo la loro partenza da Cape Canaveral.
La capsula ha aperto i paracaduti e si è adagiata nelle calme acque del golfo a circa 40 miglia dalla costa di Pensacola, ben distante dalla tempesta tropicale Isaias che imperversa sulla costa atlantica della Florida. "Bentornati sul pianeta Terra e grazie per aver pilotato SpaceX", è stato il saluto arrivato agli astronauti da parte della Sala di Controllo dal quartier generale di SpaceX. "È stato davvero il nostro onore e privilegio", ha risposto Hurley.
Il viaggio degli astronauti verso casa nella capsula soprannominata Endeavour è stato veloce, con qualche scossone, e caldo, almeno all'esterno. La navicella spaziale è passata da una velocità orbitale di 17.500 mph (28.000 km l'ora) a 350 mph (560 km l'ora) durante il rientro in atmosfera, e infine a 15 mph (24 km l'ora) all'arrivo. Il picco di riscaldamento durante la discesa è stato di 3.500 gradi Fahrenheit (1.900 gradi Celsius). L'equipaggio ha sperimentato un'accelerazione di gravità pari a 4 - 5 volte quella terrestre. "Endeavour vi ha sentito forte e chiaro", ha detto Hurley a seguito di un breve blackout di comunicazione causato dalle alte temperature.
Una nave di recupero SpaceX con a bordo oltre 40 membri di equipaggio, tra cui medici e infermieri, è entrata rapidamente in azione dopo l'ammaraggio e ha sollevato la capsula sul ponte. Due barche più piccole e veloci sono arrivate per prime alla navicella mentre lentamente si muoveva in verticale nell'acqua. Per mantenere al sicuro gli astronauti di ritorno sulla Terra in piena pandemia, l'equipaggio di recupero era stato posto in quarantena per due settimane e sottoposto a test per il coronavirus. Dopo gli esami medici, gli astronauti torneranno a casa a Houston dove vedranno le mogli, anche loro astronaute, e i figli.
L'ultima volta che gli astronauti della Nasa sono tornati dallo spazio con un ammaraggio è stato il 24 luglio 1975, con il tuffo nel Pacifico della missione congiunta tra Stati Uniti e Urss nota come Apollo-Soyuz. Gli equipaggi di Mercury e Gemini all'inizio della metà degli anni '60 si paracadutarono nell'Atlantico, mentre la maggior parte delle successive capsule Apollo arrivarono nel Pacifico.
L'unico "splashdown" russo fu nel 1976 su un lago parzialmente ghiacciato in mezzo a una tormenta a seguito di una missione interrotta. Per il recupero ci vollero diverse ore.
Musk ha monitorato le operazioni dallo SpaceX Mission Control a Hawthorne, in California. Dopo il ritiro dello Shuttle la Nasa si è rivolta a SpaceX e a Boeing per costruire capsule e traghettare gli astronauti da e verso la Iss. Prima di questo storico volo, l'unico mezzo per raggiungere la stazione orbitante è stato per quasi un decennio la russa Sojuz. "Questa è la prossima era del volo spaziale umano in cui la Nasa diventa il cliente", ha dichiarato l'amministratore della Nasa Jim Bridenstine del Johnson Space Center di Houston poco prima del ritorno degli astronauti.