L'Associazione partigiani contesta tessera a Laura Puppato del Pd per il suo Sì al referendum
Scoppia la polemica: E lei: "È come se il Pd volesse stracciare la tessera a Bersani perché vota No".
Durante la trasmissione Un Giorno da Pecora, su Radio1, la senatrice del Partito Democratico Laura Puppato ha parlato della polemica che la vede protagonista insieme all'ANPI che le avrebbe rifiutato la tessera dell'associazione per la sua campagna a favore del SI al referendum costituzionale. "A giugno - spiega la dem - l'ANPI di Montebelluna non mi ha rinnovato la tessera, ed a rinnovarmela è stato un comune vicino, Crespano. Il presidente provinciale Lorenzoni però afferma che io non la possa avere e che quindi me la deve togliere. Quindi io la tessera ce l'ho e me la dovrebbero stracciare". È come se il Pd, per fare un esempio, volesse stracciare la tessera a Bersani perché vota No. "In realtà è molto peggio: in un partito una cosa del genere ci potrebbe anche stare. Ma una cosa del genere non ci può stare nel modo più assoluto in un'associazione che si chiama ANPI".
La risposta di Lorenzoni, presidente trevigiano Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia)
"Non si stracciano tessere e dall'Anpi non cacciamo via nessuno, la nostra linea è trasparente e schierata con il no al referendum, se qualcuno degli iscritti compie un'azione contraria si mette automaticamente fuori dall'associazione". È perentorio il commento di Umberto Lorenzoni, 90enne partigiano e presidente provinciale dell'Anpi di Treviso, l'associazione che avrebbe rifiutato la tessera alla senatrice Pd, Laura Puppato per la sua posizione a favore del sì al
referendum costituzionale.
"La posizione dell'Anpi - ha spiegato Lorenzoni - è nota ed è per il no alla riforma costituzionale. Una posizione che non è stata assunta alla leggera ma che è il risultato ragionato e condiviso di un congresso nazionale svolto a Rimini il 15 maggio scorso da cui è sono usciti 347 voti a favore del "no" e tre astenuti. Questo significa che l'Anpi si schiera apertamente con il no al referendum, tuttavia essendo un'associazione pluralista non espelle e non caccia chi a un certo punto non è d'accordo con la linea della dirigenza e dell'associazione. Quello che, però, abbiamo chiesto è stato di non compiere azioni contrarie". Da quanto illustrato dal presidente provinciale dell'Anpi, la senatrice Puppato invece di richiedere la tessera alla sua sezione di Montebelluna, si sarebbe rivolta a una sezione periferica, un'iniziativa ritenuta da Lorenzoni "scoretta" e indirizzata a generare "una polemica".
"Se la senatrice Puppato fosse venuta a chiedere la tessera a me - ha proseguito il presidente Anpi Treviso - le avrei domandato di non fare azioni contrarie alla direzione assunta dall'Anpi, per rispetto all'associazione, alla dirigenza e agli iscritti, e quindi di non svolgere una campagna elettorale contraria. Insomma di non cercare di ottenere una tessera dell'Anpi per poi esibirla negli incontri con gli elettori. Se vuole la senatrice Puppato può venire a un nostro direttivo e discutiamo della cosa insieme, ma se compie azioni contrarie all'orientamento assunto dall'associazione, è lei che si mette automaticamente fuori", ha concluso.