Sydney, racconto per immagini di una giornata in quarantena in hotel
La misura è obbligatoria per chi arriva in Australia dall'estero
Chi arriva in Australia dall'estero deve trascorrere due settimane in quarantena negli hotel messi a disposizione dai singoli stati del Paese. Nelle foto, il racconto per immagini di una giornata in una stanza d'albergo. La colazione, la ginnastica dopo il risveglio, la lettura dei giornali sullo smartphone, le ore di lavoro al pc, il pranzo, la cena. Si inganna il tempo come si può senza avere contatti con l'esterno.
Eppure ci sarebbe proprio una disattenzione in una di queste strutture all'origine del nuovo focolaio nello stato del South Australia che entra in un lockdown di sei giorni. La misura riguarda circa 1,7 milioni di persone dopo che da sabato scorso sono stati registrati 20 casi di coronavirus ad Adelaide. Il nuovo focolaio sembra legato a un australiano arrivato nella capitale dall'estero ed entrato in quarantena obbligatoria in un hotel. Si ritiene che gli operatori della struttura abbiano contratto il virus dopo aver toccato una superficie contaminata.
"Dobbiamo impedire un'ulteriore diffusione del virus e tracciare i contatti per proteggere gli anziani, i vulnerabili e tutta la nostra comunità", ha spiegato il capo del governo dello stato, Steven Marshall. Oggi sono stati confermati altri due casi, che si sommano ai circa 550 registrati dall'inizio dell'epidemia. Le misure concedono a una sola persona per famiglia la possibilità di uscire ogni giorno per acquistare o accedere ai servizi essenziali ed è obbligatorio l'uso della mascherina. Chiuse le attività commerciali non essenziali, come bar e ristoranti, chiuse le residenze per anziani e le scuole, vietata l'attività sportiva all'aperto, proibiti i matrimoni e i funerali. Le restrizioni richiedono anche la chiusura della maggior parte delle fabbriche.
Buone notizie invece dallo stato di Victoria al suo 19esimo giorno consecutivo di zero casi di notizie.