Bavagli, drappeggi, scritte e pailettes. Gucci sfila al buio tra i marmi dei Musei Capitolini
Alessandro Michele omaggia Roma e la libertà
Il pubblico della sfilata Cruise 2020 di Gucci è quello delle grandi occasioni come il luogo scelto: i Musei Capitolini con le iconiche statue simbolo della Città Eterna. Ci sono Elton John e Harry Styles, Salma Hayek e Naomi Campbell. Nel buio, tra i marmi delle sale, entrano i modelli illuminati dalla fioca luce delle torce date agli ospiti.
Drappeggi di toghe e pailettes e frange anni '70. Poi corone da imperatori e bavagli con la scritta ROMA a coprire la bocca, in una stupefacente commistione di antico e nuovo. Completi piede de poule con gonna indossati da ragazzi con l'ultima iconica borsa a tracolla o il secchiello rieditato. Per la donna, mantelle a quadri e grandi occhiali da sole su toghe rosse bordate da pailettes dorate e loden classici, pantaloni di velluto a coste verde pistacchio a zampa e pepli delicati. I cappotti sono spigati classici. Gli abiti talari bordati di pelliccia sono un omaggio al "pretino" delle Sorelle Fontana indossato da Ava Gardner ne La contessa scalza, del '54. Maglioni dedicati a Topolino e tante scritte. Tra gli allori dorati e i decori barocchi delle felpe spicca una data importante: 22.5.78, la data in cui in Italia fu promulgata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Su un blazer viola si legge "My body my choice", perché, dice Alessandro Michele, direttore creativo della maison fiorentina che appartiene al Gruppo Kering, "fare moda vuol dire anche dare messaggi di libertà".
Su tutto però questa sfilata è un omaggio a Roma, "al suo essere antica ed eterna e alla romanità" dice lo stilista. "Volevo tornare nei luoghi dell'infanzia portandoci la mia moda. Facendola entrare in posti come questo dov'è molto difficile mettere in scena uno show. Da piccolo venivo a visitare i Musei Capitolini con mio padre. Non mi piacevano i luna park. Sono sempre stato attratto e ossessionato dall'antico e Roma rimane per questo la mia fonte d'ispirazione. Capto le vibrazioni anche dalle colonne che trovi pure al supermercato. Ma ho portato in scena un "baccanale sotto la metro di Londra" come inno alla libertà, a quella da esprimere e a quella da ritrovare, perché oggi l'abbiamo persa: ci sono rimasti pochi luoghi di libertà mi sembra".
Su un abito è stato ricamato un utero che sembra quasi un fiore. "Anche il tema della donna e della scelta d'interrompere la gravidanza in libertà lo sento molto - precisa lo stilista -. Bisogna rispettare le donne. L'utero così complesso mi sembrava un bel fiore. Roma è un luogo difficile da definire, è un grande utero, un giardino. Noi scompariremo ma lei sarà sempre qui".
Alessandro Michele, 46 anni, direttore creativo di una delle griffe più amate e seguite sui social, menzionato dal Time tra le cento persone più influenti al mondo, ha voluto tornare nella sua città, Roma, dov'è cresciuto e da dove ha mosso i primi passi nella moda, studiando all'Accademia di Costume e Moda e poi facendo pratica da Fendi. Roma, dove è rimasta la sede dell'ufficio stile, sul Lungotevere, e che è già stata protagonista di molte campagne della maison fiorentina come quella con le giraffe al pascolo nel Parco degli Acquedotti nel 2017 e la Roman Rhapsody del 2018.
Nel corso dei prossimi due anni, Gucci contribuirà al progetto di recupero della Rupe Tarpea, la parete rocciosa posta sul lato meridionale del Campidoglio, dalla quale secondo la tradizione fino al I secolo d.C. venivano gettati nel sottostante Foro Romano i traditori della patria condannati a morte.