Brasile. Orrore sull'Isola dei Gatti: la pandemia li lascia senza cibo. Ecco come li stanno salvando
Tutti in Brasile la conoscevano come la pittoresca Isola dei Gatti, un fazzoletto di terra disabitato a largo di Rio brulicante di felini randagi diventata anche attrazione turistica, ma quando alcuni pescatori hanno assistito alla scena di gatti che si cibavano delle carcasse di propri simili, è stato subito chiaro a tutti che la pandemia di coronavirus stava producendo un'altra, inaspettata e raccapricciante conseguenza.
L'isola di Furtada, ribattezzata Isola dei Gatti, si trova a 20 minuti in motoscafo dalla città di Mangaratiba, a ovest di Rio de Janeiro. Nel corso degli anni i pescatori della zona hanno preso l'abitudine di gettare le frattaglie e il pescato in eccesso sulle sue rive. Altre anime gentili hanno cominciato a lasciarci ciotole d'acqua e cibo per gatti acquistato in negozio. Questa generosità ha aiutato gli unici abitanti dell'isola a sopravvivere, in particolare i gatti domestici abbandonati che non hanno le capacità di adattamento dei loro cugini selvatici che si arrampicano sugli alberi per saccheggiare i nidi degli uccelli.
Poi però è arrivata la pandemia, con le persone in isolamento o in quarantena, il turismo a Mangaratiba che ha iniziato a languire e le restrizioni sugli esercizi commerciali che ha portato alla chiusura dei ristoranti sulla spiaggia. Il risultato è stato un netto calo del traffico di barche e, come tale, poco cibo o acqua lasciato sull'Isola dei Gatti. La gente del posto non si è resa conto dell'orrore che si stava consumando fino a quando i pescatori non hanno assistito alla raccapricciante scena di cannibalismo.
Ci sono state anche segnalazioni di alcuni gatti che mangiavano la propria prole. Da aprile, attivisti locali per i diritti degli animali come "Animal Hearts Protectors", hanno intrapreso viaggi settimanali sull'isola per installare dispensatori rudimentali di cibo e erogatori d'acqua realizzati con tubi in PVC. La vegetazione fitta arriva quasi fino al bordo roccioso dell'acqua, rendendo assai arduo l'accesso all'interno dell'isola. Questo costringe veterinari e volontari a girare sulle barche a motore intorno al perimetro ovale dell'isolotto lungo poco più di 2 Km.
Il bizzarro presente dell'isola risale a una coppia che ha vissuto qui circa due decenni fa, raccontano gli attivisti. A un certo punto la coppia si è trasferita lasciando qui i suoi due gatti a fare quello che farebbe la maggior parte delle creature abbandonate a se stesse su un'isola deserta: arrangiarsi e proliferare.
Man mano che la popolazione di gatti cresceva, le persone sulla terraferma se ne accorgevano e alcuni hanno creduto di trovare sull'isola la soluzione per disfarsi di gatti indesiderati e randagi. La gente ha cominciato ad abbandonare gli animali nonostante i cartelli che li informavano che farlo costituisce un crimine. Il mese scorso il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha firmato una legge che ha aumentato la pena per il maltrattamento di cani e gatti da due a cinque anni di carcere.
Attualmente l'isola ospita circa 250 gatti, dopo che molti sono morti durante un lungo periodo di siccità a causa delle scarse precipitazioni tra il 2014 e il 2016. Non ci sono sorgenti sull'isola, e l'acqua potabile limitata fa sì che i gatti soffrano di frequente di problemi renali. Ma i pericoli maggiori sono le vipere con i loro morsi velenosi. Anche le lucertole sono un pericolo per i gattini appena nati. Alcuni gatti vengono feriti quando chi li abbandona sull'isola li getta sugli scogli.
Altri - anche se di rado - sono usati come bersaglio dai cacciatori, che a volte colpiscono senza uccidere. Alcuni volontari trasportano i gatti a terra in caso di necessità, per trattamenti o interventi chirurgici. Cercano anche di trovare qualcuno che li adotti e solo se non ci riescono, li riportano sull'isola per fare spazio ad altri bisognosi di cure mediche.