Brexit, dopo 68 anni nel Regno Unito 95enne italiano deve provare la residenza
Emigrato da ragazzo, Antonio Finelli vive in Gran Bretagna dal 1952 e riceve la pensione da 32 anni
A un uomo italiano di 95 anni, Antonio Finelli, arrivato nel Regno Unito nel 1952, è stato chiesto di dimostrare di essere residente nel Paese per rimanere dopo la Brexit, nonostante abbia ricevuto la pensione statale negli ultimi 32 anni.
A raccontare la sua storia è il Guardian, che sottolinea le difficoltà, l'ansia e lo stress a cui vengono sottoposti molti anziani cittadini dell'Ue costretti a pratiche complicate per ottenere l'agognato "settled status".
''Ricevo la pensione e ho lavorato tutta la mia vita, non capisco perché devo fornire tutti questi dati bancari. Sono qui da tanti anni, perché mi trattano come se non esistessi?", si chiede Finelli.
Dimitri Scarlato, volontario del centro Inca Cgil di Londra a cui si è rivolto il pensionato per l'assistenza, spiega che uno dei problemi è la mancata digitalizzazione dell'intero sistema pensionistico britannico. Per questo capita che, una volta presentata la domanda per rimanere, alcuni anziani ricevano la richiesta di provare la loro residenza da almeno cinque anni, in quanto risultano sconosciuti al sistema. Il vulnus della procedura informatica britannica per questo tipo di casi - limitati in termini numerici e finora sempre poi superati - è tuttavia fonte di ansie preoccupanti per le persone più anziane.
Quello di Finelli, classe 1925, è il secondo caso dopo quello di un connazionale di 101 anni, Giovanni Palmiero, cui il sistema digitale rifiutava la registrazione automatica in assenza della firma dei genitori, confondendo la sua data di nascita (1919) con quella di un bambino di un anno (2019).
Finelli, che nonostante tutto non ha perso il sorriso, racconta le sue peripezie burocratiche in un'intervista al Guardian: è stato costretto a fornire 80 pagine di estratti conto bancari per dimostrare il suo diritto a rimanere nel Regno Unito. "È sbagliato", ha detto mentre aspettava l'aiuto dei volontari in un centro di consulenza a Islington, nel nord di Londra. Sua moglie e il suo unico figlio sono morti e ora l'uomo è preoccupato per i suoi nipoti. "È stata una sorpresa perché ho avuto l'aliens certificate", ha detto riferendosi al documento consegnato agli immigrati arrivati nel Regno Unito tra il 1918 e il 1957. Il ministero degli Interni ha poi riferito di aver elaborato con successo la sua domanda.
L'intervista sul Guardian
Alberto Costa, deputato conservatore di radici italiane impegnato da tempo per la tutela post Brexit dei connazionali, assicura intanto d'aver sollevato di fronte ai ministri del governo Tory di Boris Johnson la questione dei dati non archiviati a livello digitale sulle evidenti prove di residenza di persone arrivate nel Paese "50 o 60 anni fa". E invoca una soluzione generalizzata. "I controlli automatici - si limita a rispondere per ora l'Home Office - garantiscono alla gran maggioranza dei richiedenti la registrazione, senza dover produrre prove ulteriori. Ma, quando è necessario, accettiamo come prova un'ampia varietà di documenti, dalle ricette mediche alle bollette, alle lettere d'istituzioni assistenziali".
Lo sportello Settled Status
Intanto, il consolato italiano a Londra ha annunciato la creazione di uno sportello ad hoc per aiutare le persone più "anziane e vulnerabili" a iscriversi al Settlement Scheme, il registro digitale istituito dal governo britannico a garanzia del mantenimento post Brexit dei diritti attuali dei cittadini di Paesi Ue già residenti nel Regno.
Lo sportello 'Settled Status' sarà inaugurato mercoledì 19 febbraio in occasione della visita nella capitale britannica del sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, si legge in una nota. Si tratta di "un nuovo strumento che permetterà ai connazionali che hanno meno familiarità con il digitale di accedere gratuitamente alla procedura introdotta dalle autorità del Regno in materia d'immigrazione" in tempo di Brexit.
Il consolato ricorda, sulla base di dati di fonte britannica, come siano circa 291.000 (al 31 dicembre 2019) gli italiani registratisi finora all'EU Settlement Scheme, terzo gruppo europeo dopo polacchi e romeni, su un totale di quasi 400.000 iscritti alle anagrafi consolari come residenti nel Regno e delle circa 700.000 presenze reali stimate. L'obiettivo dello sportello 'Settled Status' è favorire la registrazione, incluso tra le persone anziane o disabili, illustrando in modo chiaro i vantaggi che ne derivano. È del resto nell'interesse degli stessi connazionali, conclude il consolato, "evitare situazioni giuridiche problematiche alla scadenza del 30 giugno 2021", fissata da Londra quale termine ultimo per accedere al Settlement Scheme.