Buon compleanno, i Puffi puffano 60 anni. 10 cose che (forse) non sapete di loro
Cento di questi puffi!
Noi Puffi siam così... Tre generazioni di bambini sono cresciute con questo motivetto, sigla tormentone dei cartoni animati dei Puffi, i buffi folletti blu, nati dal disegno creativo del belga Pierre Culliford in arte Peyo, e diventati fenomeno popolare negli anni '80 grazie alla serie tv (ancora oggi replicata) di Hanna & Barbera. Un successo tracimato in ogni campo. Dal gusto puffo del gelato alle magliette a tema (anche di importanti stilisti) alle sorprese degli ovetti di cioccolata a ogni sorta di gadget immaginabile.
Le origini
Nel 1958 Peyo mise in un fumetto che raccontava altro un gruppo di buffi folletti blu, "Il flauto a sei puffi", riprendendo una vecchia idea per un cartone animato che avrebbe voluto realizzare in gioventù. Fu un grande successo e l'autore cominciò a scrivere alcune storie con loro protagonisti e creò anche altri personaggi antagonisti come il crudele mago Gargamella e il suo gatto arancione Birba.
La storia
Il meccanismo delle storie è semplice: l'eterna lotta tra bene e male in un microcosmo medioevale di fantasia, i buoni che devono salvarsi dalle grinfie dei cattivi, Gargamella in primis. Protagonisti assoluti sono i Puffi, ciascuno diverso dall'altro per attitudine e mestiere a cominciare dal Grande Puffo, il più anziano, l'unico vestito di rosso, il più saggio. Poi c'è l'unica ragazza del gruppo, la biondissima Puffetta con le scarpe col tacco, e ancora l'imbranato Tontolone, l'intelligente e sapientone Quattrocchi, il bellissimo Vanesio...
1- Lo sapevate?
Quanto sono alti veramente i Puffi? Qual è il loro vero nome? Quanti sono? Sapete parlare il puffese? Sapevate che Umberto Eco, nel settembre 1979, su "Alfabeta" n. 5. ha pubblicato il saggio "Schtroumpf und Drang", dedicato alla semantica della lingua dei Puffi? Ecco alcune curiosità che forse non sapete (o non ricordate).
2 - Gli Strunfi
Non siete dei millennials se ricordate questa parola! Questo è infatti il primo nome "italiano" dei Puffi, scelto per assonanza con il termine belga "Schtroumpf" inventato da Peyo. Fu usato per circa un anno quando i folletti blu arrivarono in Italia nel 1963 grazie alla casa editrice Dardo, che stava pubblicando le avventure di Roland e Tipit (com'erano chiamati allora John e Solfam) sul giornalino Tipit. Il nome però ricordava una "parolaccia" e fu cambiato nel più simpatico Puffi (simile a "buffi") nel 1964 quando le storie furono pubblicate sul Corriere dei Piccoli, storica testata per ragazzi.
3 - Passami il "puffo"
Il nome Shtroumpfs deriva da un lapsus di Peyo. Durante una cena, il fumettista chiese il sale al vicino ma non ricordandosi il nome gli disse qualcosa che in italiano suonerebbe come “Passami il puffo”. Il commensale rispose: “Ecco il puffo, quando finisci di puffarlo, me lo ripuffi!”.
4 - Quanti sono i Puffi
Potrebbe sembrare un'informazione di poco conto. Non lo è per i milioni di collezionisti di queste creature, tra cui l'italiano Davide Volontà che ne possiede quasi 8000 ed è autore del Catalogo ufficiale dei Puffi. Secondo quanto si legge nel numero 1.354 de Le Journal de Spirou, in totale i Puffi sarebbero 99 più il Grande Puffo, successivamente se ne aggiunsero altri 5 (tra cui Baby Puffo). Dunque 105!
5 - Puffetta, la spia
Inizialmente era una finta puffa femmina creata da Gargamella per spiare gli acerrimi nemici. Dai lunghi capelli neri, se li ritrovò biondi dopo che il Grande Puffo la trasformò in una vera Puffa.
6 - Il mistero dell'altezza dei puffi
Secondo Cristina D'Avena, sono alti "due mele o poco più". In realtà c'è chi fa notare che si tratterebbe di una erronea interpretazione del detto francese "haut comme trois pommes", un po' come il nostro "alto come un soldo di cacio" per indicare le persone basse. E' lo stesso Gargamella inoltre a descriverli alti come tre mele. Non si sa se col cappello bianco, peraltro, pare, ispirato al berretto di Frigia introdotto nel regno persiano dal VI a II sec. a.C, o senza. Certo è che rispetto a lui appaiono molto piccoli, se sono paragonati invece alla natura circostante la loro dimensione è molto variabile, a seconda della fantasia di Peyo.
7 - Fumetti animati
La prima versione animata dei fumetti risale al 1961: nove puntate realizzate muovendo dei modellini di carta su fondali dipinti, poi raccolte in un film nel 1965, poi una seconda versione del 1976 con il lungometraggio "Il flauto a sei puffi", ma è nel 1981 con Hanna & Barbera, che inizia il boom di una serie che è andata avanti per quasi dieci anni.
8 - Noi puffi siam così, noi siamo puffi blu
In Italia, a contribuire al successo della serie animata fu senza dubbio la musica. L'arrivo dei Puffi in tv fu accompagnato dall’uscita del 45 giri contenente la sigla del cartone, seguito poi da un 33 giri dal titolo Arrivano i Puffi. L'interprete era Victorio Pezzolla, musicista argentino naturalizzato italiano creatore di colonne sonore e spot televisivi. Quando la serie fu acquistata da Fininvest, e trasmessa su Canale5, si decise di realizzare delle nuove sigle, tutte tardate Five Recors (casa discografica fondata nel 1981 da Silvio Berlusconi) e di farle cantare da Cristina D’Avena che ha inciso circa una trentina di singoli a tema Puffi. Nel mondo, i dischi dei Puffi hanno venduto circa 30 milioni di copie. In Italia il primo singolo di Cristina D’Avena ha ottenuto il Disco d’Oro per aver superato le 500mila copie vendute.
9 - La guerra dei Puffi
Il 16 ottobre 1984 i pretori di Roma, Torino e Pescara ordinarono l’oscuramento delle reti Fininvest e di altre televisioni private, colpevoli di non aver rispettato i limiti imposti all’emittenza locale. Gli schermi di Canale 5, Italia 1 e Retequattro mostrarono un cartello fisso che avvisava i telespettatori che per ordine del Pretore era vietata la trasmissione. L'ora scelta non fu d'aiuto: migliaia di bambini aspettavano la puntata quotidiana dei Puffi, trasmesso da Fininvest e le telefonate di protesta intasarono i centralini. Il giorno dopo sui principali quotidiani si parlò proprio di "guerra dei puffi". Quando pochi giorni dopo un decreto-legge, con effetto immediato, autorizzò la ripresa delle trasmissioni dei network della Fininvest e delle altre televisioni private, da un sondaggio risultò che gli italiani avevano sentito la mancanza soprattutto dei Puffi, Dallas, Dynasty, Il pranzo è servito e Sentieri.
10 - La puff-bufala
Qualche anno fa quando ancora non si parlava così tanto di fake news era stata divulgata la notizia secondo cui nell'ultima puntata della serie (mai andata in onda), si sarebbe scoperto che i Puffi erano solo un sogno di Gargamella, il frutto della sua immaginazione. Ovviamente era una bufala.
Il grande schermo
Dopo la tv, il cinema: nel 2011 esce I Puffi, film d'animazione di grande successo, seguito dallo speciale natalizio intitolato I Puffi - A Christmas Carol. Nel 2013 arrivano "I Puffi 2" e nel 2017 "I Puffi - Viaggio nella foresta segreta".
Numeri
È stato calcolato che il giro d’affari mondiale collegato al marchio dei Puffi si aggiri intorno ai 5 miliardi di dollari. Si contano 50 milioni di fumetti venduti nel mondo, una serie tv di 272 episodi trasmessa in più di 100 Paesi, un canale YouTube tradotto in 41 lingue, 4 parchi a tema.
La mostra
Il museo del fumetto di Milano, il Wow, dal 23 ottobre al 25 novembre li celebra con Mondo Puffo, raccontandone origini e successo (un merchandising ancora fiorente), curiosità e luoghi: il villaggio, la diga, il ponte, il fiume, il castello di Gargamella, il campo di puffbacche. In esposizione anche un villaggio originale anni Ottanta formato da puffi, casette e accessori da collezione della serie Schleich.