California, la deputata non può votare da casa e porta la neonata in aula
La maternità non è tra le categorie considerate a rischio dalla norme anti-Covid, allora Buffy Wicks ha portato la bambina con sé. Finito il discorso si è congedata così: "Scusate ma adesso vado ad allattare la piccola".
Alla deputata Buffy Wicks è stata negata la possibilità di votare da casa perché la maternità non è tra le categorie considerate a rischio dalla norme anti-Covid in California così lei ha guidato per due ore da San Francisco a Sacramento e si è presentata in aula con la piccola di appena un mese al seguito. "Credo fortemente nella necessità di approvare questa legge", ha detto quando ha preso la parola in assemblea tenendo tra le braccia la figlia avvolta in una coperta a righe. "Anche Elly la pensa così", ha scherzato dopo che la bambina ha iniziato a piangere. Finito il discorso si è congedata concludendo: "Scusate ma adesso vado ad allattare la piccola".
Il video è diventato uno dei più visti sui social media e il presidente dell'assemblea, Anthony Rendon, ha chiesto scusa alla deputata per averle negato il diritto di votare a distanza. "Non intendevo mancare di rispetto né al suo ruolo di deputata né a quello di madre", ha dichiarato in un comunicato spiegando che il voto da remoto è concesso alle categoria ad alto rischio coronavirus e la maternità non rientra tra queste.
Absolutely devastated about #SB1120. Our housing crisis requires us to act, and tonight we failed to do that.
— Buffy Wicks (@BuffyWicks) September 1, 2020
But I promise you this: I will *always* show up for housing — no matter what. pic.twitter.com/I4n6X07CNp