Caos a Glasgow: rivolta contro detenzione migranti. Leader scozzese punta il dito contro Londra
Un tentativo di espulsione di due migranti considerati illegali da parte di un team del ministero dell'Interno britannico è sfociato in una sorta di rivolta di quartiere che ha costretto alla fine la polizia locale a imporre di rinunciare all'operazione con il rilascio dei due
La vicenda avviene mentre nel Regno Unito imperversa la polemica sui casi di detenzione in alcuni 'centri di raccolta' vicini agli aeroporti di Londra di giovani in cerca di lavoro provenienti da Paesi dell'Ue - inclusa l'italia - fermati per diverse ore in attesa di rimpatrio perché non in possesso del visto divenuto ormai obbligatorio in base alla stretta post Brexit sull'immigrazione del governo di Boris Johnson.
Nel caso di oggi, tuttavia, non si è trattato di cittadini europei, né di persone bloccate all'ingresso del Paese ma di due uomini adulti privi di permesso di soggiorno individuati in un'area di Glasgow densamente popolata da persone d'origine asiatica e musulmana. I due sono stati caricati a bordo di un furgone cellulare del ministero dell'Interno, che però si è ritrovato subito circondato da centinaia di residenti dei caseggiati circostanti scesi in strada al grido di "liberate i nostri vicini".
Alla fine, per "preservare l'ordine pubblico" da possibili tumulti e "la salute collettiva" di fronte a un affollamento che violava le residue precauzioni covid, è intervenuta la polizia scozzese - non coinvolta nelle procedure d'espulsione - che ha disposto d'autorità il rilascio dei due presunti 'clandestini' almeno per ora. Immediata la protesta della premier scozzese e leader indipendentista Nicola Sturgeon, la quale ha difeso l'operato della polizia locale, ha ricordato di non essere d'accordo con la politica sull'immigrazione dell'esecutivo centrale Tory di Londra e ha puntato il dito contro il ministero dell'Interno definendo "inaccettabile" il modus operandi di un blitz condotto "nel cuore di una comunità (a maggioranza) musulmana, durante la celebrazione dell'Eid (festa solenne che chiude il ramadan) e in un'area a rischio sicurezza sanitaria per i contagi da covid".Sturgeon ha annunciato di voler chiedere "rassicurazioni" al governo Johnson affinché iniziative "pericolose" come quella odierna non si ripetano in Scozia.