Carne sintetica è realtà. Arriva dagli Usa e nel 2020 sarà venduta su larga scala
In un comunicato congiunto il dipartimento per l'Agricoltura statunitense (Usda) e Fda (Food and Drug Administration) hanno annunciato che si occuperanno degli aspetti regolatori e di sicurezza - rimuovendo l'ultimo ostacolo legislativo a un uso su larga scala - sulla carne sintetica ottenuta a partire da colture cellulari, ossia prodotta in laboratorio
Correva l'anno 2013 quando apparve il primo hamburger ricavato in laboratorio, la cui paternità si deve al ricercatore olandese, nonché farmacologo, Mark Post: due anni di lavoro e 325 mila dollari di costo. Quel test spianò la strada ai finanziamenti sulla carne artificiale, spingendo lo sviluppo commerciale delle cellule staminali prelevate da pollame e bestiame e trasformate in tessuto muscolare.
In particolare a ricevere fondi è stata l'azienda californiana Memphis Meats, fondata nel 2015 da due scienziati: il cardiologo Uma Valeti e il biologo Nicholas Genovese. Sono stati loro a realizzare - lo scorso anno - il primo laboratorio al mondo per la produzione di carne sintetica di pollo e di anatra.
Dal laboratorio ai supermercati, il dibattito è durato mesi. Ora, quello che sembrava un'idea remota potrebbe concretizzarsi già a partire dal 2020. Le due agenzie statunitensi si sono accordate su come seguire la produzione nelle varie fasi e rimuovere l'ostacolo legislativo a un uso su larga scala. "Abbiamo concluso che entrambe le agenzie dovrebbero supervisionare la produzione - scrivono in una nota - l'Fda si occuperà della raccolta e della conservazione delle cellule, della crescita e della differenziazione mentre l'Usda si occuperà della produzione e dell'etichettatura dei prodotti".
Coldiretti sale sulle barricate
Tre italiani su quattro esprimono un'opinione negativa sull'arrivo sul mercato di carne ottenuta in laboratorio. Secondo Coldiretti, dati alla mano l'indagine Ixè in riferimento al via libera negli Usa alla vendita della carne sintetica, gli italiani sono preoccupati per le ripercussioni dell'applicazione di queste nuove tecnologie ai prodotti alimentari per le quali alle forti perplessità di natura salutistica si aggiungono quelle di carattere etico. "L'annuncio è la dimostrazione che dietro i ripetuti e infondati allarmismi sulla carne rossa c'è una precisa strategia delle multinazionali", ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che "si tratta di una abile operazione di marketing che punta a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione".