Cesare Battisti al Giornale Radio Rai: "Faccio autocritica su lotta armata ma non sono un mostro"
Dopo la pronuncia del Tribunale Supremo Federale (TSF), Cesare Battisti è stato intervistato in esclusiva dal nostro inviato Giorgio Specchia. Durante il lungo incontro con il giornalista del Gr Rai Battisti parla del suo pentimento riferito all'adesione ai Proletari armati per il comunismo. Battisti parla anche dell'Italia
Non potrebbe essere meglio, io qui sono stato accettato da tutti, tutti mi vogliono bene. Chi parla è cesare Battisti, intervistato da Giorgio Specchia questa mattina al Gr1 delle 8:00. Si sta inventando un personaggio che non esiste. Non cè stata tutta questa violenza di cui si dice. Ho avuto una relazione epistolare con Torregiani per anni. Lho aiutato a scrivere un libro. Ho sue lettere in cui dice che non ha nessun dubbio sul fatto che io non ho nulla a che vedere con la morte del padre.
Battisti Prosegue poi sulla lotta armata: Come si può essere fieri di tanta violenza, di tanti omicidi di tanto sangue? Certamente ho compassione per le vittime: sono padre, nonno. Sì io ho fatto parte di questa guerra ma ne sono uscito prima che cominciassero gli omicidi. Io oggi faccio autocritica sulla lotta armata perché è stato un suicidio, è stata una lotta che non poteva dare risultati.
D: E al periodo nei proletari armati per il comunismo che giudizio da? Si anche di quello mi pento perché, anche se indirettamente, è un fenomeno che ha portato a una follia. D: Le manca lItalia? Sì certo lItalia mi manca ma ci tornerei solo in vacanza. Per viverci no. Non conosco più nessuno.