#Chehashtagchefa - Hugo: Se questo è un robot
di Paolo Cappelli
Hugo parla diciannove lingue, grazie al riconoscimento facciale si ricorda gli ospiti di sei mesi prima; può dare indicazioni su come arrivare a un museo o sulla metro da prendere per l'aeroporto. Se non vi convince l'aspetto, potete anche immaginarlo così, come questa addetta alla reception più umanizzata - ma anche questo è un robot.
HUGO non è ancora inserito a pieno titolo nel personale di una catena alberghiera olandese, ma potrebbe presto, perché sa anche intrattenere i bambini nella hall, accompagnare alla sala riunioni, aiutare in una presentazione di PowerPoint.
L'altro ieri, MARC CUBAN, imprenditore, proprietario di una squadra NBA, ha postato un tweet subito ripreso dai media americani: "l'automazione causerà discoccupazione e dobbiamo prepararci". A Davos, al word economic Forum, si è ipotizzata nel giro di cinque anni la perdita netta di 5 milioni di posti di lavoro nelle 15 economie mondiali più sviluppate.
Tema caldo, questo, in America perché l'amministrazione Trump cerca di riportare a casa i posti di lavoro persi con la delocalizzazione e la crisi del 2008.