#CheHashtagCheFa 19 ottobre
CYBER GUERRA
Se parla molto, negli ultimi giorni, con le accuse reciproche fra Stati Uniti e Russia. Le email violate di Yahoo, l'accesso web negato a Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra.
La digitalizzazione di sistemi di governo complessi - pensiamo solo a una rete metropolitana, ferroviaria, ai gasdotti - ha moltiplicato le aree potenzialmente vulnerabili.
Secondo la autorit‡ di controllo finanziario del Regno Unito, due anni fa gli attacchi segnalati contro banche sono stati solo cinque. Quest'anno, siamo gi‡ a 75. E molti potrebbero non essere stati denunciati dagli istituti per ovvi motivi. Se allarghiamo lo sguardo dalla City all'intera comunit‡, si calcola che ogni cittadino britannico sopra i 16 anni, l'anno scorso, abbia pagato 210 sterline - circa 257 euro per contrastare il cybercrimine
La cyberguerra, quella fra stati, può contare su almeno tre fattori che ne spiegano il successo: è economica, può essere scatenata da hacker non direttamente riconducibili ai governi, può provocare danni potenzialmente enormi in pochissime ore. L'esempio da libri di storia è STUXNET, il virus che nel 2010 ha danneggiato il programma nucleare iraniano. Da sette anni ormai gli Stati Uniti hanno un Cyber Command che coordina l'azione di prevenzione e riposta. Uno dei nuovi scenari è quello della minaccia dell'intelligenza artificiale usata per cyber attacchi. Sentiamo il presidente Barack Obama in una recente intervista a WIRED
Il rischio esiste. qualcuno potrebbe introdurre un virus attraverso la carta di identificazione, un malware che dal seggio potrebbe infettare il sistema. Ad oggi ci sono vari sistemi e macchine elettorali nei diversi stati e varie soluzioni che possono essere implementate per monitorare reti e connessioni fra queste macchine e il sistema
Profetico e politicamente scorretto, HOMER SIMPSON 8 anni fa aveva già denunciato il pericolo..