Chi è Coltescu, il quarto uomo della frase razzista in PSG-Basaksehir
E' stato accusato dai giocatori turchi di insulti razzisti al loro vice allenatore Pierre Weibo
Sebastian Coltescu, il quarto uomo protagonista dell'episodio razzista che ha portato alla sospensione di Paris Saint Germain-Istanbul Basaksehir al Parco dei Principi di Parigi, ha 43 anni ed è già un arbitro con una lunga carriera: 364 partite arbitrate, di cui 273 nel massimo campionato nel suo paese, la Romania. Con la bellezza di 1.918 cartellini gialli sfoderati, Coltescu ha anche 9 presenze in Europa tra Champions ed Europa League e ha arbitrato 7 gare tra compagini nazionali. Un curriculum di tutto rispetto, che l'ha visto promosso dalla serie C alla A ad appena 27 anni, per poi entrare nella lista della Fifa.
L’episodio di Parigi potrebbe però costargli la divisa da arbitro: rischia la radiazione da qualsiasi ruolo: tecnico, dirigenziale o arbitrale a qualunque livello.
Per Coltescu questo è stato un anno particolarmente difficile. A novembre, nell'intervallo di una partita del campionato rumeno, la sorella lo ha informato della morte del padre quasi un anno dopo quella della madre. Sempre nello stesso periodo è stato duramente criticato per l'arbitraggio nella partita tra Gaz Metan e FCSB per l'espulsione di un calciatore del Gaz Metan all'85 ', e per l'assegnazione di un rigore alla squadra avversaria, poi trasformato in gol al 90esimo minuto con conseguente vittoria per 3 a 2.
Coltescu nell’ottobre del 2008 era stato protagonista anche di un episodio controverso. Si era arrampicato sul davanzale della finestra del suo appartamento a Craiova, dov’è nato, minacciando di gettarsi dal terzo piano per una delusione d’amore. I giornali scrissero però della ritorsione nei confronti di dirigenti arbitrali che non lo facevano avanzare di grado.
Il fatto
Uno dei vice dell'allenatore turco Buruk ha accusato Coltescu di aver pronunciato frasi razziste durante la sfida tra PSG e Basaksehir. In particolare, il quarto uomo avrebbe chiamato "negru" ("nero" in romeno) l'assistente tecnico Achille Webo, per indicarlo all'arbitro centrale che voleva espellerlo per proteste. Coltescu aveva segnalato il comportamento di Webo all'arbitro, dicendo in romeno "quel nero là, non è possibile comportarsi così". Da lì la reazione generale che ha portato allo stop della gara. Di fronte allo sfogo dell'ex giocatore camerunese, anche Neymar e Mbappé però sono intervenuti per chiedere chiarezza al direttore di gara Ovidiu Hategan, che al 24' ha accompagnato giocatori e staff fuori dal campo.
I commissari Uefa hanno ascoltato sia Webo che Coltescu che altre persone presenti. Il quarto uomo avrebbe chiamato fin dall’inizio della partita “guys” (ragazzi) i giocatori del PSG, mentre gli stranieri di colore della squadra turca sarebbero stati più volte chiamati “black guys”. Secondo alcune testimonianze l’arbitro avrebbe ammesso di avere usato una frase infelice, “per eccesso di confidenza”.
La partita è stata poi sospesa definitivamente e si giocherà il 9 dicembre. "Dopo l'incidente nella partita di Champions League tra Paris Saint-Germain e Istanbul Basaksehir - il comunicato dell'Uefa - dopo una discussione con i due club, la Uefa in via eccezionale ha deciso di disputare i restanti minuti della sfida il 9 dicembre con un nuovo staff arbitrale, con calcio d'inizio alle 18.55. Un'accurata inchiesta sull'incidente è stata immediata aperta".
La condanna del ministro dello Sport rumeno
"Condanno fermamente qualsiasi commento che possa essere interpretato come razzista, xenofobo o discriminatorio": così il ministro romeno dello sport Ionut Stroe intervenuto a DigiTv per commentare l'episodio di razzismo che ha avuto per protagonista un assistente arbitro rumeno durante la partita di Champions Psg-Basaksehir, ieri sera, e che ha portato all'interruzione della gara. "Mi scuso a nome dello sport rumeno per questo sfortunato incidente, che non ci rappresenta", ha aggiunto Stroe. La Federcalcio rumena (Frf) ha affermato in una nota di "prendere le distanze fermamente da qualsiasi azione o dichiarazione con connotazioni razziste o xenofobe". "Stiamo aspettando il rapporto Uefa per scoprire esattamente cosa è successo e agire di conseguenza", ha concluso la Frf.