Cinema e covid. Dal Giappone l'horror girato tutto via Zoom, per esorcizzare lo stress da isolamento
Il regista giapponese che qualche anno fa è diventato popolare per "One Cut of the Dead", film horror girato in un unico virtuosistico piano sequenza di 37 minuti, per il suo nuovo progetto ha scelto uno strumento video diventato ormai parte integrante della vita quotidiana nell'epoca della pandemia da coronavirus: l'app di videochiamata.
Il nuovo film di 26 minuti di Shinichiro Ueda è stato girato a distanza - nessuno dei membri del cast e della troupe ha dovuto incontrarsi di persona - e incorpora nel montaggio filmati girati dagli stessi attori sul loro smartphone e videoconferenze registrate su Zoom.
"One Cut of the Dead Mission: Remote" è una commedia horror incentrata sul telelavoro. Realizzata all'inizio di quest'anno è stata condivisa gratuitamente su YouTube e presenta gli stessi personaggi del pluripremiato "One Cut of the Dead" del 2017, ultimo omaggio al sogno di Hitchcock che per primo nel 1948 con "Nodo alla gola", thriller di 80 minuti composto da 10 piani sequenza uniti con giunte "invisibili", immaginò un film girato in un'unica ripresa.
"Tutto il Giappone, il mondo intero, è stressato dalla paura del coronavirus, e così ho avuto il semplice desiderio di rallegrare un po' la gente", ha spiegato Ueda, 36 anni, a Associated Press durante una recente intervista opportunamente realizzata su Zoom.
Lo sfondo di "One Cut of the Dead Mission: Remote" è la disperazione di artisti, interpreti, musicisti e registi di questi giorni, con le restrizioni e il distanziamento sociale che rendono estremamente difficile portare avanti il loro abituale lavoro e sbarcare il lunario, cosa che Ueda ha detto di sentire anche per se stesso. La trama è incentrata sul cast e la troupe di un cortometraggio su un misterioso intruso che attacca facendo il solletico alle vittime che non riescono a smettere di ridere.
Lo stile di Ueda si basa sulla commedia 'slapstick' e si concentra sul visivo, piuttosto che sulla parola e la narrazione verbale esplicativa. "Sono cresciuto con i film di Hollywood. Ho visto più film americani che film giapponesi. I film che ho visto nella mia vita sono stati realizzati secondo uno standard globale, non quello tradizionale giapponese. Questo mi ha aiutato a sviluppare uno stile universale su temi e desideri primordiali", ha spiegato il regista.
Le influenze includono opere di Billy Wilder, Quentin Tarantino, Steven Spielberg, Martin Scorsese, Wes Anderson e Sidney Lumet. Oltre alla regia, Ueda scrive anche le sceneggiature dei suoi film e
li monta lavorando spesso con un budget limitato. Il suo precedente film "One Cut of the Dead" aveva un budget di 3 milioni di yen (28.000 dollari) ma ha vinto premi negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone.