Cio: le Olimpiadi di Tokyo si faranno, nessun piano B
I Giochi Olimpici sono già stati rimandati di un anno a causa della pandemia di Covid
"I Giochi Olimpici di Tokyo si disputeranno nel 2021, non esiste un piano B". Lo ha dichiarato Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale all'agenzia giapponese Kyodo News. "In questo momento non abbiamo motivo di credere che i Giochi possano non iniziare il prossimo 23 luglio, siamo pienamente impegnati a rendere questi Giochi sicuri e di successo", ha aggiunto.
Parole che si aggiungono a quelle di Tony Estanguet, presidente del comitato organizzatore dei Giochi olimpici di Parigi 2024, che ieri aveva sottolineato come l'edizione di Tokyo sia "meglio farla a porte chiuse che non farla" aggiungendo che "la volontà di non cancellarle è molto forte". Anche Dick Pound, il membro più longevo del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), ha affermato che le Olimpiadi di Tokyo rinviate potrebbero andare avanti senza spettatori vista la pandemia di Covid-19. "La domanda è: questo è un 'must-have' o 'nice-to-have?' È bello avere spettatori. Ma non è un must", ha detto il 78enne canadese, nel Cio dal 1978. "Nessuno può garantire (che le Olimpiadi andranno avanti come previsto). Ma penso che ci sia una possibilità molto, molto, buona che possano farlo, e che lo faranno", ha detto.
I Giochi sono stati rinviati l'anno scorso a causa della pandemia globale di coronavirus. Nonostante una nuova ondata di di contagi, che ha portato la maggior parte del Giappone a essere attualmente sottoposto a severe restrizioni, gli organizzatori sono rimasti irremovibili sul fatto che le Olimpiadi possano andare avanti come previsto.
Il vaccino non è prerequisito
La distribuzione del vaccino contro il coronavirus non è un prerequisito per andare avanti con l'organizzazione delle Olimpiadi di Tokyo questa estate. Lo ha detto il capo di Gabinetto giapponese, Katsunobu Kato, in una conferenza stampa: "Stiamo valutando l'implementazione di misure coordinate per avere dei Giochi che abbiano un livello affidabile di sicurezza, anche senza rendere il vaccino un obbligo". La visione di Kato è condivisa dal premier Yoshihide Suga - determinato ad ospitare le Olimpiadi nella capitale tra poco meno di sei mesi dopo il rinvio deciso l'anno scorso, malgrado la recente impennata delle infezioni di Covid nel Paese e la contrarietà crescente della popolazione.
La popolazione è contraria
In un sondaggio condotto a inizio mese dall'agenzia Kyodo, circa l'80% degli intervistati si è detto favorevole a un ulteriore posticipo, o addirittura alla cancellazione dei Giochi. La somma complessiva delle infezioni nella capitale dall'inizio della pandemia sfiora ormai quota 88.000, e il governo metropolitano ha avvertito che il sistema ospedaliero sta affrontando una crisi senza precedenti con un record di 155 pazienti in gravi condizioni.
A differenza di altre nazioni, le vaccinazioni nel Paese del Sol Levante non saranno disponibili prima di fine febbraio e riguarderanno inizialmente gli operatori medici, seguiti dalle persone con più di 65 anni di età in marzo, e successivamente chi soffre di malattie croniche. Nei giorni scorsi il premier Suga ha nominato il ministro per le Riforme amministrative Taro Kono a capo della coordinazione del processo di distribuzione dei vaccini, promettendo di velocizzare il processo burocratico e logistico. Tokyo ha sottoscritto dei contratti preventivi per la fornitura di 290 milioni di dosi - più del doppio della popolazione - con tre aziende farmaceutiche. La prima di queste, la statunitense Pfizer, ha chiesto l'approvazione del vaccino in Giappone in dicembre, ma un responso dal ministero della Salute non avverrà prima del prossimo mese. A oggi, a livello nazionale il numero dei contagi di Covid in Giappone si assesta a 340.781, con 4.687 morti dichiarate.