Colori, musica e memoria: il Giorno dei Morti in Messico
Dopo la pandemia torna la festa simbolo del Messico con teschi e Catrinas
In Messico il Dia de Muertos è il giorno in cui le famiglie ricordano i loro morti e celebrano la continuità della vita. La festa, riconosciuta Patrimonio culturale dell'umanità dall'Unesco nel 2008, affonda le sue radici in epoca precolombiana. Per gli Atzechi la morte era un momento di rinascita, di cambiamento, un viaggio da cui dopo un certo periodo di tempo sarebbe stato possibile tornare. Ecco perché in Messico il "Giorno dei morti" tradizionalmente è la ricorrenza "più allegra" dell'anno, in cui ci si traveste truccandosi con colori variopinti da "Sua maestà la morte" o come viene chiamata, "La Catrina", personaggio rappresentato come uno scheletro di donna.
Ovunque fiori arancioni colorano piazze, città, strade: sono loro che guideranno le anime verso il ritorno a casa insieme all'allestimento degli altari casalinghi con cibo e dolciumi.
La parata di Città del Messico
Migliaia di messicani hanno affollato il viale principale di Città del Messico per assistere a una variopinta parata, assaporando la possibilità di celebrare la tradizione stravolta, lo scorso anno, dalla pandemia di coronavirus. La maggior parte degli spettatori lungo il viale Paseo de la Reforma indossava maschere protettive. Altri indossavano maschere a forma di teschio.
"Adoro partecipare a questa festa", dice Leticia Galvan, impiegata di 67 anni. Indossa un abito da scheletro e ha metà del viso dipinto come La Catrina. "Siamo noi che prendiamo in giro la morte, celebriamo la morte".
L'anno scorso, a causa del Covid, le autorità hanno esortato la gente a rimanere a casa e chiuso i cimiteri dove generalmente in questo periodo dell'anno i parenti dei defunti si danno appuntamento per trascorrere del tempo con i propri cari. Stavolta con metà della popolazione completamente vaccinata contro il virus, in molte regioni del Paese sono state revocate le restrizioni.
Tra turismo e tradizione
La festa è ormai un appuntamento importante anche per i turisti. Vicino al lago Patzcuaro sono finalmente tornati i visitatori. A dare loro il benvenuto il sindaco Julio Arreola: "Venite a trovarci, Patzcuaro vi accoglie a braccia aperte". Ma in alcuni villaggi più piccoli della zona, i residenti cercano di preservare il sapore autentico e non turistico delle tradizioni tramandate per centinaia di anni.
Così se i bambini a Città del Messico indossano costumi Squid Game in stile Halloween, da queste parti ci sono composizioni floreali e candele alle porte per guidare gli spiriti. Dice Alma Ascencio, rappresentante degli artigiani locali: “Il turismo ha stravolto tutto. Questa è una celebrazione, certo, ma religiosa, quindi non c'è musica o molto alcol. È molto privata".
I preparativi per il Giorno dei Morti iniziano il 31: si adornano le tombe con archi di calendula e candele. Quella è la notte in cui i messicani celebrano i loro figli defunti, mentre la notte tra l'1 e il 2 è dedicata ai morti adulti. Ad Arocutín una campana suona per chiamare le anime e guidarle nella terra dei vivi, per evitare che si perdano. La gente sta sveglia tutta la notte, offrendo cibo e regali ai defunti: "Conviviamo con i nostri morti. Portiamo loro tutte le cose che gli piacevano quando erano vivi. A volte è una birra, o una tequila con una sigaretta. E' un giorno speciale, bellissimo".
La Catrina, simbolo del Messico
Vero e proprio simbolo del Messico, la Catrina è stata creata dal vignettista Jose Guadalupe Posada, famoso per la sua acutezza satirica e l'impegno politico, e i favolosi abiti che indossa sono opera del muralista Diego Rivera, marito di Frida Kahlo. Nel Giorno dei Morti altro tema dominante è il "teschio" che compare in tutte le forme, colori, dimensioni e varianti. Riceverne in dono uno con inciso sopra il proprio nome è di buon augurio.