"Come una guerra", i calciatori sudcoreani raccontano la partita contro la Corea del Nord
"Siamo fortunati a essere tornati indietro senza nessun infortunato"
Una partita difficile, una "guerra". I calciatori della nazionale sudcoreana rientrati a Seoul non usano parole leggere per descrivere l'incontro valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2022 che li ha visti affrontare la squadra nordcoreana in trasferta, dunque al Kim Il Sung Stadium di Pyongyang.
La partita, la prima giocata tra le due squadre in Corea del Nord negli ultimi 29 anni, si è chiusa con un diplomatico 0 a 0 in uno stadio completamente vuoto e senza una diretta televisiva. Tecnicamente i due paesi sono ancora in guerra visto che il conflitto che li ha visti l'uno contro l'altro dal 1950 al 1953 si è concluso con un armistizio e non con un trattato di pace. Dopo le Olimpiadi di Pyeongchang, nella Corea del Sud, del 2018 si era magicamente aperta
una strada per il dialogo e i leader dei due stati si erano incontrati più volte. Questa volta lo sport non ha fatto il miracolo. Il calciatore del Tottenham Son Heung-min ha detto che il match si è giocato in un clima strano. "A essere onesti il gioco è stato così rude che penso che siamo stati fortunati a essere tornati indietro senza nessun infortunio", ha detto ai giornalisti. "Siamo anche stati offesi verbalmente".
Choi Young-il, vice-presidente della Kfa, South's Korea Football Association, ha detto che i giocatori nordcoreani sono stati eccessivamente aggressivi. "È stato come una guerra", ha detto. "Hanno usato gomiti, mani, ginocchia per contrastare i nostri giocatori". "Ciascuna squadra ha ricevuto due cartellini gialli", ha aggiunto e ha anche annunciato che la KFA sta decidendo se presentare un reclamo alla Fifa.
In un video diffuso su Twitter dall'ambasciatore svedese in Corea del Nord Joachim Bergstrom, si vede Son fare da "paciere" in una discussione in campo.
No fighting in front of the kids! Oh, but there are none here today.🤣 Emotions run high at times as #DPRK meets #ROK in #FIFA game - but audience is sparse. pic.twitter.com/HKaoKH89sj
— Joachim Bergström (@jchmbrgstrm) October 15, 2019
Bergstrom era tra i pochi ammessi allo stadio insieme al presidente della Fifa Gianni Infantino che si è detto "deluso"
dalle tribune vuote dello stadio e dalla mancata diretta tv. "Non vedevo l'ora di vedere uno stadio completo per una partita così storica, ma sono rimasto deluso nel vedere che non c'erano fan sugli spalti", ha detto. "Siamo rimasti sorpresi da questo e da diverse questioni relative alla sua trasmissione in diretta e ai problemi con i visti e l'accesso per i giornalisti stranieri", ha aggiunto. "Per noi, la libertà di stampa e la libertà di parola sono ovviamente di primaria importanza, ma d'altra parte sarebbe ingenuo pensare che possiamo cambiare il mondo da un minuto all'altro", ha detto Infantino. L'auspicio del presidente della Fifa, impegnato in un tour asiatico che lo porterà anche in Cina nei prossimi giorni, è che il calcio possa avere "un'influenza positiva nella Corea Dpr", la Repubblica Democratica Popolare di Corea, nome ufficiale del Paese, "e in altri Stati del mondo".
Il Nord ha fornito una registrazione del match su DVD ma la tv sudcoreana KBS ha cancellato dal palinsesto la trasmissione della partita per la scarsissima qualità delle immagini. Possiamo vederne alcuni momenti grazie ai post su Twitter dell'ambasciatore svedese.
L'inno della Corea del Sud risuona nello stadio di Pyongyang
Today hopeful and #historic moment when #ROK #SouthKorea National #Anthem is played in Pyongyang - as FIFA qualifying game begins. pic.twitter.com/jZEO0VtRSt
— Joachim Bergström (@jchmbrgstrm) October 15, 2019
L'inno della Corea del Nord
Great to be there and cheer on the #interKorean #soccer game tonight. Guards salute as the #DPRK national anthem plays. Players high five 🖐 opposing teams! pic.twitter.com/WX5VyHsTHy
— Joachim Bergström (@jchmbrgstrm) October 15, 2019
Un'azione di gioco
On popular demand - one last short video. ⚽️🎥 Close call as #South meets #North #Korea Tuesday night. pic.twitter.com/6KUvb4Qfk2
— Joachim Bergström (@jchmbrgstrm) October 16, 2019