Condivisero foto macabre di Bryant dopo l'incidente, Vanessa li denuncia e posta i nomi su Instagram
La vedova di Kobe Bryant ha pubblicato i nomi di quattro vice-sceriffi della contea di Los Angeles che accusa di aver condiviso foto macabre scattate sul luogo dell'incidente in elicottero in cui morirono il campione di basket, la loro figlia Gianna e altre sette persone
Mercoledì mattina il profilo Instagram di Vanessa Bryant appariva come un puzzle composto dalle immagini di porzioni della causa da lei intentata con i nomi dei vice-sceriffi sotto accusa cerchiati in rosso per metterli in evidenza. La vedova Bryant sostiene che uno dei vice ha condiviso le foto di Kobe con un barista e che gli altri si sono passati "foto dei bambini, dei genitori e degli allenatori morti".

Nessuna delle persone indicate era direttamente coinvolta nelle indagini sull'incidente o aveva un motivo legittimo per scattare o condividere le macabre foto, si legge nella denuncia. "Ci asterremo dal discutere questo caso sui media e aspetteremo la sede appropriata", ha twittato lo sceriffo Alex Villanueva. "I nostri cuori vanno a tutte le famiglie colpite da questa tragedia".
Kobe Bryant e gli altri morirono il 26 gennaio 2020, quando l'elicottero su cui erano a bordo si è schiantato sulle colline di Calabasas a ovest di Los Angeles. Il Los Angeles Times ha riferito che un'indagine interna al dipartimento ha rivelato che i vice-sceriffi hanno condiviso le foto delle vittime. Vanessa Bryant ha fatto causa alla contea e al dipartimento dello sceriffo, chiedendo i danni per negligenza e violazione della privacy.

Un giudice federale la scorsa settimana ha respinto il tentativo di mantenere il segreto sui nomi dei vice-sceriffi, permettendo alla Bryant di aggiungerli alla denuncia insieme a dettagli dell'indagine degli affari interni. Nella causa, Bryant sostiene che secondo un rapporto investigativo del dipartimento dello sceriffo, un vice-sceriffo ha scattato da 25 a 100 foto sul suo cellulare personale che non avevano alcun valore per l'indagine. Nella denuncia si sostiene che almeno otto di loro hanno scattato foto con il cellulare.
Nella denuncia si legge che il giorno dell'incidente uno dei vice-sceriffi, che era stato assegnato al luogo dell'incidente, ha ottenuto delle foto dal personale dei vigili del fuoco, poi si è avvicinato per chiacchierare con una donna - che non era coinvolta nell'indagine - e "per nessun motivo se non il pettegolezzo morboso", le ha inviate al suo cellulare. Nella denuncia si sostiene inoltre che due giorni dopo l'incidente, una altro dei coinvolti coinvolti si è "vantato" con un barista in un bar della California meridionale di essere stato in servizio sulla scena dell'incidente mostrando le foto condivise dal primo. Queste immagini mostravano i corpi di una ragazza e di Kobe Bryant, denuncia la vedova.

Il barista dal canto suo ha poi descritto ad altri avventori "caratteristiche specifiche" dei resti di Kobe Bryant. Uno dei clienti è rimasto sconvolto e ha presentato una denuncia ufficiale al dipartimento dello sceriffo. Secondo la denuncia, un vice-sceriffo ha mostrato le foto anche a sua nipote e a un altro barista, condividendole ulteriormente. In capo a due giorni, denuncia la vedova Bryant, almeno 10 membri del Dipartimento dello Sceriffo avevano visto le foto che sono diventate "oggetto di pettegolezzi" all'interno dell'ufficio. Nella denuncia si legge che il Dipartimento dello Sceriffo non ha rilasciato i risultati della sua indagine interna, ma Vanessa Bryant ha ottenuto il rapporto finale attraverso un tribunale a gennaio. Il rapporto "rivela che il Dipartimento dello Sceriffo non è riuscito a prendere le contromisure necessarie per assicurare che tutte le copie delle foto in questione fossero rintracciate e sequestrate".