Confine Italia-Slovenia. Pattuglie miste e l'ipotesi di un muro
Il Viminale teme l'emergenza, anche perché mentre Ungheria, Croazia, la stessa Slovenia e l'Austria hanno alzato le loro barriere o sospeso Schengen, l'Italia resta permeabile agli ingressi clandestini. Il racconto dell'inviato di Rainews24 Ilario Piagnerelli.
Frontiera sigillata quando marcava il limitare della Cortina di Ferro, quella tra Italia e Slovenia è oggi aperta alla libera circolazione grazie all'ingresso del paese nell'Unione europea e nel sistema Schengen.
Ma in tempi di migrazione di massa sembra forse tornato il tempo delle barriere. Ne propone una la Lega, tra questi boschi carsici: un'idea che divide la maggioranza di governo e infiamma il dibattito politico.
I numeri del 2015 sono ben lontani, eppure negli ultimi mesi si è avuta un'impennata: la Slovenia ha registrato, nei primi sei mesi del 2019, 5306 ingressi illegali, contro i 3600 complessivi del 2018. E in molti temono si stia riaprendo la cosiddetta Rotta dei Balcani, che ha portato in Europa, soprattutto in Germania, un milione circa di persone, in larga parte profughi di guerra siriani.
Il Viminale teme l'emergenza, anche perché mentre Ungheria, Croazia, la stessa Slovenia e l'Austria hanno alzato le loro barriere o sospeso Schengen, l'Italia resta permeabile agli ingressi clandestini.
E così, dopo aver chiuso i porti, il governo di Roma è intenzionato a chiudere anche questa porta spalancata a Nord-Est. Lo farà, in primo luogo, con la cooperazione di Lubiana: pattuglie miste che da oggi perlustreranno strade e sentieri del Carso triestino.
Il racconto dell'inviato di Rainews24 Ilario Piagnerelli.