Coronavirus, Hong Kong vara test di massa volontari per tracciare gli asintomatici
Tanti temono però per la sorte dei dati raccolti e sul loro utilizzo da parte del governo centrale cinese
Hong Kong ha avviato un programma volontario di test di massa per il coronavirus per identificare i portatori asintomatici che potrebbero diffondere la malattia. Sono 141 i centri allestiti dove ci si può sottoporre allo screening e oltre 5000 i volontari. Il programma ha sollevato molti dubbi: in tanti si sono detti diffidenti nei confronti delle risorse e del personale forniti dal governo centrale cinese e temono che il loro Dna possa essere raccolto durante i test.
Le critiche riguardano principalmente l'utilizzo dei dati raccolti da parte di Pechino: per esempio, l'editore di giornali Jimmy Lai, arrestato recentemente nell'ambito della contestata legge sulla sicurezza nazionale, ha scritto su Twitter che non si sottoporrà al test come atto di "resistenza passiva". Su 7,5 milioni di abitanti hanno finora aderito più di 500 mila persone e oltre metà dei centri sono già al completo per la prima giornata della campagna.
Il governo spera che almeno 5 milioni di persone prendano parte al programma, che potrebbe essere esteso a due settimane.
Le cause della nuova ondata di Covid-19 a Hong Kong sono state attribuite in parte all'esenzione dai requisiti di quarantena per il personale delle compagnie aeree, i trasportatori della Cina continentale e i marinai sulle navi mercantili. L'epidemia è adesso rallentata e lunedì sono stati segnalati solo nove casi. Tuttavia, secondo il governo e gli esperti i test di massa possono aiutare a rilevare portatori asintomatici per fermare ulteriormente la diffusione del virus. Il professor David Hui, esperto di pneumologia, afferma che anche se le infezioni sono diminuite, la percentuale di casi con fonti di infezione non rintracciabili rimane tra il 30 % e il 40% ."Questo significa che è in corso una trasmissione silenziosa, di qui l'importanza di testare la comunità e isolare gli asintomatici", spiega. ''Il programma è più efficace se la maggior parte della popolazione partecipa".
Altri esperti, come il dottor Leung Chi-chiu, membro del Consiglio medico di Hong Kong, sostengono che il programma possa essere solo uno degli strumenti di controllo della pandemia in città, a causa del lungo e variabile periodo di incubazione del coronavirus. I test di massa, insomma, potrebbero non essere il metodo migliore in quanto non è facile rilevare la malattia nel suo sviluppo iniziale, soprattutto se una persona non ha sintomi o non ha avuto un'esposizione recente a un paziente infetto. Secondo il professore, le armi migliori per il contenimento del virus restano quelle tradizionali: mascherine, distanziamento sociale e tracciamento dei contatti.
A Hong Kong, i casi registrati dall'inizio della pandemia sono 4.810 e i decessi 89.