Coronavirus, a Bangkok i taxi diventano orti contro la crisi
L'iniziativa dei tassisti per attirare l'attenzione sulla loro difficile situazione economica causata dalla pandemia
La pandemia di coronavirus e le restrizioni imposte per contrastarla hanno messo in crisi molte compagnie di taxi in Thailandia. Il lavoro scarseggia e la auto sono ferme da mesi nei parcheggi. Per attirare l'attenzione sulla loro difficile situazione, i tassisti di due cooperative hanno assemblato dei giardini e degli orti in miniatura... sui tetti delle loro vetture. Il risultato, con tanto di fiori e rigogliose colture tra cui pomodori, cetrioli e fagiolini, ha reso il luogo più simile a un'installazione artistica che a un parcheggio.
Le due cooperative Ratchapruk e Bovorn Taxi hanno solo 500 auto per le strade di Bangkok, altre 2500 sono ferme nei parcheggi della città. Pochi clienti e troppa concorrenza per poter circolare. Adesso però in tanti non riescono a mantenere i propri veicoli. Alcuni le hanno abbandonate. Altri sono tornati nelle campagne, spaventati dal virus. Infine molti hanno restituito l'auto durante la seconda ondata. Le compagnie di taxi sono sull'orlo della bancarotta. Ratchapruk e Bovorn devono circa 2 miliardi di baht (60,8 milioni di dollari) e finora il governo non ha offerto alcun sostegno finanziario diretto. I giardini dei taxi non offrono di certo un'entrata alternativa, ma servono a tenere occupato il personale al quale è stato ridotto lo stipendio e poi, dice il direttore di una cooperativa, "l'orto è sia un atto di protesta che un modo per nutrire il mio personale in questo momento difficile".
I nuovi contagi in Thailandia si attestano intorno ai 15 mila dopo il picco di oltre 23 mila raggiunto a metà agosto. In totale il Paese ha confermato 1,4 milioni di casi e oltre 14.000 morti.