Ecco M49, scattata una nuova foto dell'orso in fuga nei boschi del Trentino
Individuato dai forestali sulle pendici della Marzola
Proseguono le ricerche da parte dei forestali dell'orso M49, fuggito dal Centro Casteller di Trento dopo la cattura avvenuta in val Rendena. Una nuova fotografia scattata da una fototrappola e diffusa dalla Provincia testimonia la presenza del plantigrado sulle pendici del gruppo della Marzola, pare non distante dall'abitato di Bosentino, a pochi chilometri dal capoluogo. L'ultimo scatto risale alle 22.54 della scorsa notte in un'area non molto distante da quella dove era stata rilevata la sua presenza ieri mattina. Come informa la Provincia Autonoma di Trento prosegue l'attività di monitoraggio, di informazione, supporto e presidio territoriale da parte del personale forestale nell'area interessata dalla presenza dell'orso.
La fuga, le ricerche e le polemiche
Si tratta della prima traccia dell'orso bruno tra i boschi del Trentino a due giorni dalla fuga dal centro faunistico del Casteller nella zona di Trento sud. Prima di questa del plantigrado c'era una sola foto scattata ieri mattina alle 9,29. La fototrappola, installata contro i cinghiali in località Larghe, sulla Marzola, la montagna che separa Trento città dalla prima parte della Valsugana, aveva inviato un'immagine dell'orso in movimento.
I tecnici della provincia impegnatei nelle ricerche non sono autorizzati a rilasciare dichiarazioni. Nel frattempo rimane la tensione tra Roma e Trento con il ministro all'Ambiente Sergio Costa che sui social ha scritto di non sparare ribadendo che "le inefficienze dovute alla cattura non mi vedono e non mi hanno mai visto concorde" e reclama la "massima professionalità che qui non c'è stata" aggiungendo che è "assurdo e paradossale parlare di abbattimento".
Spaccata la politica e diversi i commenti che navigano in internet con associazioni animaliste che sostenevano fino a ieri che l'orso fosse già stato ucciso. Altri mettono in dubbio che l'impianto di recinzione elettrificato fosse privo di tensione al fine di farlo scappare indisturbatamente, altri ancora sostengono che la foto di ieri non sia vera perché la Marzola non sarebbe zona da orsi.
Tra i boschi della Marzola: parla il gestore del rifugio Maranza
"Questa notte dall'ansia che avevo per tutta questa vicenda mi sono dimenticato all'aperto asini e galline ma l'orso non ha 'cenato' con loro. E' un teatrino mediatico, basti pensare che in vetta alla Marzola da qualche giorno c'è un gregge con un centinaio di pecore senza pastore". Cosi', parlando con l'Agi. Paolo Betti, gestore del rifugio Maranza, struttura ricettiva nel cuore del massiccio della Maranza, la montagna a sud-est di Trento dove è stato avvistato l'orso M49 da una foto-trappola.
Il rifugio Maranza situato a 1.075 metri e punto di partenza per escursioni che portano alle due cime della Marzola poste a 1.735 metri, e' anche luogo di soggiorno di colonie estive dei bambini di Trento. "I forestali ieri mi hanno detto di sconsigliare ai miei ospiti le escursioni nel bosco per il possibile rischio di incontrare l'orso ma i 'miei' bambini delle colonie estive che fanno parte di un'associazione sono
qui tutti sereni e beati e oggi effettueranno attività dentro il bosco", ha concluso Betti.
Associazione ambientalista polemizza: "Una figuraccia"
"Tutta la vicenda della cattura e della fuga dalla prigione per orsi di Casteller dell'orso M49 mette in evidenza la incapacità gestionale di una vicenda che poteva terminare in maniera incruenta ma che in queste ore potrebbe trasformarsi nell'ennesimo rischio di abbattimento del terzo orso in tre anni per questo motivo". Lo afferma in una nota l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa)
che chiede "le dimissioni o il licenziamento immediato di chi ha tecnicamente gestito quella assurda operazione".
"Dietro la figuraccia internazionale della fuga per la libertà di M49 - sottolinea l'Aidaa - non ci stanno retroscena, non ci stanno cali di corrente, cancelli lasciati aperti o altri retroscena che piacciono ai complottisti. Nulla di tutto ciò: ci sta solo una gestione superficiale di tutta la vicenda che in alcuni passaggi sfocia nella stupidità umanamente intesa o nel dilettantismo che avrebbe potuto mettere a rischio la vita dell'orso appena catturato, e che per reazione contraria ne ha invece garantito la fuga"