Emozioni da Oscar: il malore di Rami Malek in teatro e la rabbia di Spike Lee:"Colpa dell'arbitro!"
Il protagonista di "Bohemian Rhapsody" cade dopo aver ricevuto la statuetta mentre il regista di "BlackKklansman" è una furia contro la decisione dell'Academy che premia "Green Book", film "buonista" sulla convivenza razziale.
E' stato forse un leggero malore a far perdere l'equilibrio per qualche istante a Rami Nalek subito dopo il ritiro della statuetta che lo ha consacrato miglior attore nella notte degli Oscar. Il protagonista di "Bohemian Rhapsody" è infatti caduto all'interno dell'auditorium poco dopo la cerimonia: subito soccorso e sottoposto ad accertamenti medici, si è rimesso appena in tempo per incontrare i giornalisti nel backstage e spiegare loro con grande emozione quanto ha significato per lui vincere questo premio: "Tenere questa statuetta nella mia mano destra è al di là di ogni aspettativa mia e probabilmente anche della mia famiglia."
Un altro momento "caldo" dello spettacolo al Dolby Theatre di Los Angeles è stato quando Spike Lee, visibilmente arrabbiato, ha platealmente cercato l'uscita del teatro agitando le mani in segno di disgusto quando Julia Roberts ha annunciato il premio come miglior film per "Green Book". Spike Lee, il cui film "BlackKkKlansman era tra le nomination anche in questa categoria, aveva appena vinto l'Oscar per la miglior sceneggiatura non originale e salendo sul palco aveva manifestato tutta la sua gioia balzando al collo di un divertito Samuel L. Jackson.
Alti e bassi dell'umore. Mentre i produttori di "Green Book" ricevevano il premio sul palco, Spike prendeva la direzione dell'uscita con la sua statuetta in mano. Fermato da alcuni membri dello staff, è tornato al suo posto al termine dello show. Anche Jordan Peele, seduto dietro di lui, si è rifiutato di applaudire il film vincitore. Salutato come tributo alla tolleranza razziale dai suo iautori e dagli attori, "Green Book" è stato anche ampiamente criticato da molti come un film un po' troppo "vecchio stile", sentimentale e pieno di stereotipi razziali.
Nella conferenza stampa dopo lo spettacolo, il regista che il mondo scoprì nel 1986 con "Lola Darling" il suo primo vero lungometraggio, ha rincarato la dose paragonando la scelta dell'Academy per "Green Book" come migliore film dell'anno a una sconfitta della sua amata squadra di basket di New York, i Knicks: "L'arbitro ha fatto la chiamata sbagliata," scherza ma non troppo.
Uscito arrabbiatissimo dal Dolby Theatre, Spike Lee era di umore un po' più sereno quando ha raggiunto la sala stampa per le interviste dietro le quinte e forse la standing ovation che ha ricevuto lì dai giornalisti specializzati non gli ha fatto male: "Sono al sesto bicchiere - e sai perché..." ha gridato mentre entrava in sala con un bicchiere di champagne da cui poi sorseggiava mentre rispondeva alle domande. Alla domanda su cosa pensasse della vittoria del film, è scoppiato a ridere: "La prossima domanda!"
Lee, il cui film "BlacKkKlansman" concorreva con "Green Book" per la statuetta come miglior film, ha poi spiegato, sempre con una vena di sarcasmo, il motivo della sua sconfitta: "Ogni volta che qualcuno guida qualcun'altro, perdo". E' un riferimento a "A Spasso con Miss Daisy", film di Bruce Beresford con Morgan Freeman e Jessica Tandy premiato con l'Oscar del 1990 - quando Lee era in lizza con "Fai la cosa giusta" - in cui un uomo di colore diventa amico della signora bianca di cui è autista. "Libro verde" racconta la storia di un uomo bianco che diventa amico del musicista nero che accompagna in tour nel sud degli Stati Uniti degli anni '60.